mercoledì 27 aprile 2011

Se avete un paio d'ore di tempo, queste sono alcune delle cose che ascolto con maggior piacere ultimamente.

Tortoise dal vivo.


1974, l'anno di uscita di Red, uno dei capolavori dei King Crimson. Starless è per te, Daniele, per farti ricordare "quella" nota e, chissà, aiutarti a ricominciare.


Dal Giappone, Mouse On The Keys, live at Shibuya O-East.


Dianogah all'ear X-tacy di Lousville (oooh, Louisville...), con uno dei pezzi che preferisco, What's Your Landmass. Massimilia', fai caricare il video prima di vederlo altrimenti potresti spaccare il computer per la rabbia.


Irepress, Cyette Phiur. Il video è davvero stupido ma il gruppo fa paura.


Più leggeri ma assai gradevoli, i norvegesi Obstacles con Twilight Of The Idiots, Or How To Philosophize While Hammering On.


Battles! L'incarnazione della musica matematica. Possono non piacere, certo, ma sono davvero unici. Il video è stato realizzato con gli U.V.A. (i Signori delle Luci) per la Warp Films.


Dall'Irlanda gli Adebisi Shank, i figli scemi dei Battles. Forti.


Tool, sempre presenti, che si tratti di Undertow, Ænema, Salival, Lateralus o 10.000 Days.
Questa è Parabola (con un cameo di Tricky, inquietante anche senza make-up).


A Perfect Circle, side-project di Maynard James Keenan, al Jay Leno Show. Giuro che è lui a cantare e non Massimo Ceccherini.


L'hardcore continua a farla da padrone nella colonna sonora della mia sgangherata vita. Questa è una bella sorpresa del 2010, gli All Pigs Must Die, nulla a che fare con il pezzo di quei nazisti dei Death In June.
Line-up:
Vocals – Kevin Baker (The Hope Conspiracy)
Drums –
Ben Koller... vojo di', BEN KOLLER!!! (Converge/United Nations)
Guitars –
Adam Wentworth (Bloodhorse)
Bass –
Matt Woods (Bloodhorse)


E visto che sono stati citati gli United Nations:
The Shape Of Punk That Never Came (aperto rimando allo storico pezzo degli svedesi Refused), qui nel loro primo live al BlackCat di Washington DC.


Chi canta negli United Nations? Ecco qua Geoff Rickly con i suoi Thurday, Resuscitation Of A Dead Man.


Chariot, iconoclasti eredi dei compianti Norma Jean e Signori Incontrastati Del Feedback. Sì lo so, i Normaggìn esistono ancora, ma dopo il secondo disco hanno cominciato a suonare con gli ampli della Chicco.
David De La Hoz, video piuttosto bislacco ma interessante. In presa diretta.


Blind Idiot God, finalmente ho "ritrovato" Cyclotron, il loro album del '93. Durissimo. Thunderhead live.


Senza video, Young And In The Way, Life Has No Buttons, dal loro Newborn E.P. del 2011.


L'unico gruppo francese che ascolto, gli As We Draw. Giovani e bravi, vi propongo Shield, anche questa senza video.


Harcore chiama Rap, tutt'e due Straight From The Streets. Negli ultimi mesi ascolto quasi unicamente quello italiano, mi starò rincoglionendo...? Chi può dirlo? Ma soprattutto, interessa a qualcuno?
Gente De Borgata, un vecchio pezzo con Emanuele Narcos, Non C'ho Lacrime.


Sangue Mostro (Napoli), E Ccos' Nost'.


Un pezzo di storia: Lucida Follia, Dj Gruff con Aliosha e Giuliano "The King" Palma (solo amore per Marvin, Requiescat In Pace).


Un Maestro riconosciuto della Nobile Arte Del Rap, Kaos 1 con Cose Preziose. Nulla da aggiungere.



RENDO NOTO SIN D'ORA IL MIO DISCO ITALIANO DELL'ANNO, ANCHE SE E' COMINCIATO DA QUATTRO MESI (mi ci gioco le palle che nessun altro riuscirà a fare di meglio):

ICON dei LENTO.

Un'opera monumentale.
I musicisti e la Denovali Records offrono l'album in streaming e free download.
Mamma mia che disco. Non aggiungo altro, approfittate del link e correte ad ascoltarlo.

Questo è quanto. Prossimamente mi impegnerò a segnalare le novità che mi hanno colpito nel 2010, ci vorrà tempo perché ho un sacco di materiale ancora non troppo scrupolosamente vagliato, comunque lo farò.
Un abbraccio a tutti e buon ascolto.

Claudio dei Norma

giovedì 21 aprile 2011

Roma, 27 Aprile 2011, Madball e H2O al Blackout Club di Roma, via Casilina 713.
Aprono Strenght Approach (Roma) e Nosebleed Connection (Palestrina).
Chi c'è c'è.

Claudiocane

venerdì 8 aprile 2011

Ieri, 7 Aprile (due giorni dopo il 5 Aprile degli Atomi), abbiamo dato l'ultimo addio a Luigia.
Siamo andati a prendere l'urna e disperdere le ceneri dell'adorata, ingenua contadinella di Pesaro, in una giornata così bella che l'avrebbe commossa.
Barbara, un'impiegata del posto, ci ha accompagnati e aiutati, è stata vicina a mia sorella con le sue parole e la sua semplicità, rendendole meno pesante il definitivo distacco da ciò che rimaneva di mamma.
Ora posso smettere di fare l'uomo e piangere in santa pace.
Ho sovrapposto l'immagine di Luigia che ride con Silvano a quella che ho visto il 19 Marzo, senza cancellarla, anche perché non la potrò mai dimenticare.
E' questo quel che voglio ricordare, solo il meglio, solo amore, solo vita.
Un bacio a te e al nasone con gli occhi azzurri.

Claudio

domenica 20 marzo 2011

"Luigia?"
"Ciao Hulud."
"Ciao. Quando vuoi, possiamo andare."
"Va bene, io sono pronta."
"Ascolta... non so come dirtelo, hmmm... Lui', se devi ancora fare qualcosa o non te la senti, se preferisci, puoi sempre approfittare di un po' di tempo in prestito..."
"No. No, grazie, non mi va. Ho sempre affrontato tutto di petto, senza nessun indugio, e certo non comincerò adesso a rimandare i miei impegno per sfuggire al destino. Non ora, con Silvano che mi aspetta."
"Hai ragione, e ha ragione Dada. Okay, andiamo."
"Andiamo, Caronte oligocheta, non vedo l'ora di di perdermi nell'azzurro dei suoi occhi!"

Avevano appuntamento alle undici di ieri al Pozzo Delle Anime, minuto più, minuto meno.
Silvano trovava divertente la scelta del Giorno del Papà per rivedersi e Luigia, per esser sua pari, aveva detto di sì ma solo dopo aver compiuto anche lei ottanta anni, per ricominciare allo stesso livello.
Luigia, martedì per voi porterò del riso in tasca.

Claudio

giovedì 3 marzo 2011

Hancock, il film con Will Smith come protagonista, io l'ho visto.
Mi è pure piaciuto, ma questo è un mio problema, purtroppo nei confronti delle pellicole con superpoteri e un pò di sovrannaturale, anche se evolianamente operettistico, perdo l'imparzialità.
Quel che mi fa veramente vergognare è non avere notato che in questa scena la colonna sonora è Water From The Same Source dei Rachel's, tratta da Systems/Layers, del 2003.
E me lo fa piacere ancora di più. Nella scena cancellata che trovate su youtube, in cui viene rimorchiato in un bar, alla parete c'è il poster di London Calling, con Paul Simonon che spacca il basso. Anche questo non mi pare poco.
Mi sono pure commosso quando l'ho visto.
Questo è il mio pezzo preferito dei Rachel's, secondo me (affermazione assolutamente personale), uno dei pezzi più belli degli ultimi dieci anni.
Detto da una persona con i Converge nel cuore.

A French Galleasse.


Claudiocane

Questa non sono io.
Non posso essere io, se lo fossi non me lo chiederei.
E poi non sono mai stata così, cos'è, sono impazzita?
Mai avrei messo questo vestito così stretto, quest'abito che asfissia e non mi fa muovere.
La stoffa è la mia pelle tirata attorno agli arti che non si muovono ma prima potevo farlo, me lo ricordo.
Nel mio corpo ci sono tante ossa, tubi fragili, pieni di alveoli che si allargano col tempo che passa, e nervi carichi di inedia, senza più un briciolo di volontà dalla scomparsa dei muscoli.
La morsa di questo indumento di carne secca e ruvida mi disturba, mi stizzisce e a volte mi costringe a pormi domande, mi obbliga a ricordare il vero, l'altro, il non più reale.

Allora sogno il mio paese e rido, quei piccoli muscoli funzionano, creano rughe, crepacci di terra arsa in estate, più scuri in fondo, nell'ombra.
Ma non ho niente da ridere al di fuori del sogno, tanto che ho deciso di vivere qui, dove nessuno viene a disturbarmi.
Se volo muovo le mani ma non le discosto dal corpo, mi abbraccio, devo sentirmi, le incrocio sul mio seno e so che ci sono. Mi avviluppo nell'aria sulle distese dei miei campi.
Una gamba è sotto l'altra, va bene, come fossero accavallate.
Ciclicamente una forza cerca di separarmi, vuole spalancarmi, mi sdoppia, filtra il dolore dalla stoffa lisa in più punti, quel cuoio stretto stretto e consunto, lacero, il collo del piede ormai mostra il suo scheletro, distese di piaghe sono strappi in questa veste odiosa che olezza di malattia.
Vorrebbero rammendare i buchi sopra le ginocchia e ricucire quella striscia sdrucita che segna la mia schiena, io vorrei solo togliermi questo orribile pagliaccetto di epidermide e forse allora potrei tornare a dissodare il terreno anche se è una fatica, portare il gregge al pascolo, bagnarmi i piedi nella sorgente dove si abbeverano le mucche, correre sull'erba e mangiare le coste di cardo spellate, bere con quel gusto amaro sulla lingua per sentire il ferro che lasciano sui denti.
Allora mi concentro su di un fiore, ieri non c'era e oggi ha trovato il coraggio di sfidare il terreno che si prendeva gioco di lui e non lo faceva uscire, me ne riempio gli occhi, il naso, mi sembra quasi che il suo odore sia il mio. Anche lui mi fissa e insieme aspettiamo la pioggia.
L'acqua fa tenere le zolle, inzuppa e ammorbidisce la pelle di cui sono vestita e riesco infine a libermene, nuda mi unisco alla terra, rinascono i miei muscoli e i tendini riprendono a tendersi dopo secoli di inattività. Le ossa assorbono una ad una le gocce che mi bagnano, ricrescono, la linfa che scorre in loro grida di gioia, i forellini tornano ad essere piccoli piccoli piccoli ed ho di nuovo la forza di tirarmi in piedi e stagliarmi sui resti di ciò che ero, pronta come sempre ad affrontare la mia nuova vita.
E specchiandomi nell'acqua del fiume, finalmente, mi riconosco.
Questa sono io, l'immagine perfetta della vita in divenire.

mercoledì 23 febbraio 2011

Non ho internet da ormai quasi una settimana. Sto rubando alcuni minuti al lavoro per informare gli amichetti blogger che sono ancora vivo e vegeto e purtroppo anche molto ma molto scosso e provato da tutto quel che sta succedendo.
Spero mi rendano la connessione al più presto, ieri è stato il compleanno di Luigia e le devo un racconto. Ha compiuto ottanta anni. Ottanta, aiuto.
A presto, ve vojo bene.

Claudio

mercoledì 9 febbraio 2011

Anche se parla di economia, sentir dire a Berlusconi che "bisogna stimolare la crescita" mi fa vomitare.

Claudiocanepopulista

lunedì 7 febbraio 2011

Carmelo Bene, 1994.



Poco fa ho saputo della morte di Gary Moore.


Non dirò nulla, vorrei solo che ascoltaste questo pezzo che non smetterà mai di darmi i brividi.

Claudio

domenica 6 febbraio 2011

Stati D'Allucinazione 2.


(Foto LaPresse)

Ditemi che non è vero. O vera.

Claudiocane

sabato 5 febbraio 2011

Altered States (Stati D'Allucinazione), di Ken Russell, 1980.


Questa è una delle tante esperienze vissute dal protagonista durante i suoi "viaggi psichedelici". Che film.

sabato 22 gennaio 2011

La forza di Luigia.

Dall'alto della sua nuvola rosa, Luigia vede la sabbia del deserto di Arrakis improvvisamente impazzire e alzarsi in volo formando nugoli di minuscoli Baroni Rossi, e in quel tornado di particelle cremisi, apparire lo spaventoso nero abisso senza fondo dell'immensa bocca dello Shai Hulud.
"Yuuu uuuuuh, Huuuuuluuuuuuud! Come stai, è tanto che non ci vediamo!"
La sua voce è il tuono muto che annuncia le tempeste solari, le sue parole il fato.
"Luigia. Vieni con me."
"Dove vuoi portarmi, razza di lombrico gigante?"
"Lo sai."
Luigia si irrigidisce.
"No. Non verrò con te sottoterra. Non ora. Non ancora, non finché l'azzurro del sole illuminerà ogni mio risveglio. Non basterà la tua spezia a convincermi di vivere l'illusione della fine della sofferenza, verme tossico e presuntuoso.
Ricorda, io ho bevuto l'Acqua Della Vita ed ho ruttato ridendo in faccia alle Bene Gesserit. La punizione è stata mettere al mondo tre figli e vedere l'anima della mia primogenita spegnersi, alimentando il furore della mia follia. Mi hanno obbligata a vivere in un corpo di dolore, e quando chi ha avuto il coraggio di starmi accanto mi ha insegnato ad amarmi, hanno strappato il mio cuore e avvelenato il mio sangue. Piangendo e urlando, schiumando come un cavallo, ho cominciato a correre nei miei boschi e sui campi d'oro, imparando a respirare con la pelle e a parlare con la luna, ascoltando la sua musica e badando ai suoi avvertimenti. Per questo quando il Divoratore di Albe arrivò, mi trovò pronta, e non poté non accettare la mia offerta. L'ultimo barlume di ragione in cambio dell'anima di quel sole che sorgendo ogni giorno, ha sempre spinto anche me a risorgere.
Verme, non c'è vita al buio, non esistono i colori e la fantasia muore. Ancora non mi sono data per vinta, le mie fragili ossa sono ormai briciole di ricordo che pian piano si sfaldano e nonostante tutto mi sorreggono mentre ostinata continuo ad andare avanti.
Non voglio chiudere gli occhi, non voglio riposare, voglio sorridere e vivere questo sogno fino alla fine.
Ci rivedremo, certo, ma verrò io a cercarti. E perdonami, non intendevo offenderti ma mi conosci, sono terribilmente impulsiva."
"Capisco. A presto, allora."
"'A presto'...? Ma allora non capisci proprio un accidenti, c'hai il quoziente intellettivo di un'oloturia, eccheccavolo! Vabbe' vabbe', faccio finta di niente altrimenti ti ci sbatto io sottoterra, tsk. Alla prossima, Shai Hulud."
"Alla prossima, Luigia."


Luigia e Silvano.

lunedì 10 gennaio 2011


Grosso, barbuto, nerboruto e tatuato, una specie di orco.
Poi però leggo certe cose e mi viene da piangere. Che soggetto.
Neil Gaiman ha (ri)sposato, stavolta legalmente, la sua adorata Amanda.

What can I say, Neil, after what you wished for us?

May your coming year be filled with magic and dreams and good madness. I hope you read some fine books and kiss someone who thinks you're wonderful, and don't forget to make some art -- write or draw or build or sing or live as only you can. And I hope, somewhere in the next year, you surprise yourself.

You left me speechless. Not only for your heartwarming words, but because you did it.
I can only repeat myself: all the best, and only the best, for you and your beloved family, quadrupeds included.

Claudiocane

domenica 9 gennaio 2011

Questa poesia è di una mia amica dagli occhi belli.

"Al di là di quello che mi dai

C’è quello che mi prendo.


Al di là di quello che non mi puoi concedere

C’è quello che mi offri.


Al di là di me e di te, c’è il nostro incontro.

E i nostri sensi. E il sapore del tuo corpo.

E la musica del mio.


Al di là dell’anima c’è il cuore.

Al di là della sua pena il mio sentire.


Al di là della distanza c’è il fiume che ci unisce.


E oltre tutto c’è il passato di due vite che hanno

ancor più senso perché si sono unite.

Conosciute.

E poi lasciate.


Al di là delle parole e della realtà,

c’è quello che c’è stato,

la gioia, le lacrime, i kilometri e gli abbracci.


E c’è tutto quello che non ci daremo

perché è ormai impossibile d’amarsi,

ma che pronto, fedele, generoso e autentico

sonnecchia e vive sotto i nostri cuori,

le contraddizioni, il destino e la nostra educazione.


Al di là di ciò che t’appartiene

c’è quello che appartiene a me

e alla follia che m’ha permesso

di farti vivere, di nuovo, il tuo sogno di libertà e di volo.

Senza negarti il paracadute che non ti meriteresti.


Al di là tutto questo c’è l’amore,

quello che nutro all’idea di te

e quello che ti neghi perché così hai deciso.


Al di là delle scelte e le rinunce,

c’è la necessità,

la mia e la tua,

di sopravvivere alla vita,

quella che il coraggio c’ha insegnato a vivere."


Bozieee

Ti ringrazio di avermi permesso di pubblicarla.

Claudio

sabato 25 dicembre 2010

La cosa più bella di questo Natale, il Presepe del mio Baretto.


Sor Mario, sei un grande.

Claudiocane

Una foto inviata da Jonathan Carroll a Neil Gaiman.


Pensare che i due miei autori preferiti si conoscano e si scambino stupidaggini come noi comuni mortali me li fa amare ancora di più.
Alla fine di questo post la fonte dell'informazione.

Claudio

lunedì 20 dicembre 2010

L'ultimo artwax di Glauco Cambi, a mio giudizio il più bello realizzato finora.
Accompagna questi lavori con poche righe, a volte completamente avulse dal momento rappresentato, da quell'"Hic Et Nunc" a lui tanto caro.
Gla', dici che la spinta a realizzare queste opere si è affievolita, anche tu adori quest'ultimo pezzo e per quanto ti riguarda potrebbero non essercene altri.
Nessuno può obbligarti a continuare ma pensaci bene prima di smettere. Non svelare spesso è tenere nascosto.


"In Fila.

Li riconosco ogni volta,
quegli occhi attenti e veloci
di chi sembra essere sempre
nel luogo sbagliato.

Molto, nel mondo, riflette.

Glauco Cambi"

E, faccio per dire, quest'uomo è un orafo.

domenica 12 dicembre 2010

Ieri ho finito di leggere The Ghost In Love di Jonathan Carroll.
Sono innamorato dei suoi romanzi e della sua scrittura, per cui non azzarderò in nessun modo una recensione, sarebbe estremamente parziale. Mi limiterò a dire che era il libro che dovevo leggere e lo ringrazio.


Stamattina ho trovato questa piccola foto, in un momento di pausa durante una traduzione. E' la prima volta che vedo il bull terrier di Carroll, stupidamente non avevo mai cercato una sua immagine.
E' bellissimo, ma lo dico sottovoce, Norma potrebbe ingelosirsi.

Claudiocane


lunedì 6 dicembre 2010

Sono giorni difficili.



Claudiocane

Il nuovo singolo degli Arde Core.

"Per quella lei ci muore".


Per me sei e sarai sempre Giampaolo dei Son.
Quanto sei forte, fio.
Qui in streaming sei pezzi del nuovo doppio "San Cadoco".

Claudio

domenica 5 dicembre 2010

Sto bene dove sto.
Vivo di prodigi e orrori nella normalità più assoluta, uguale tra gli uguali.
Morti e nascite mi toccano allo stesso modo, i privilegi alimentano il fastidio e i soprusi la mia furia.
La calma rimane su Tau Ceti, l'equilibrio è sempre più irraggiungibile.
Ma sto bene qui, accanto a chi ha deciso di rimanere con me, insieme alle persone che ho scelto e pensando a chi ora preferisce non starmi accanto, a cui va comunque il mio amore.
Ho sbagliato e ho fatto del male a chi amo e amavo, così come mi hanno fatto soffrire le parole e i silenzi dei miei amici.
Casa mia è aperta, come il mio cuore. Sono solo un pò stanco, anche di essere giudicato. Ma lo capisco, ci mancherebbe altro, e non pretendo nulla.
Vi abbraccio.

Claudio.
Claudino.
Claudiocane.
Claudio Bispuri.

domenica 28 novembre 2010

La più grande delle mie piccole perversioni.
Mina.

Ai nostri amori e a una vita migliore.

Claudio

martedì 16 novembre 2010

Combattere contro se stessi porta a una vittoria e una sconfitta.
A Roma si chiamano "i guadagni de Maria Cazzetta".

Claudiocane

giovedì 11 novembre 2010

venerdì 5 novembre 2010

Roma, 5 Novembre 2010

Vorrei che all'improvviso svanissero le Hogan dai piedi degli italiani. Tutte. Tutte insieme. Sia i modelli originali che le imitazioni.
Mi rendo perfettamente conto di quanto sia stupido eppure ci godrei come un pazzo.

Claudiocane

mercoledì 3 novembre 2010

"Buongiorno signor Bispuri."
Mi sveglio di soprassalto nel mio letto, incapace di muovermi.
"E voi chi siete...?"
"Io sono Borzoi, l'Esantemista e lui è il mio collega Tchiorny, il Cardiatore."
"Si rilassi, non ci metteremo molto."
"A fare cosa? Non riesco a muovermi... dov'è Norma? Bastardi, se le avete-"
"Calma, calma, abbiamo riservato al cane il suo stesso trattamento ma non si accorgerà di niente, sta ancora dormendo. A noi ora, signor Claudio, prima cominciamo, prima tornerà a dormire. Tony, il trincetto."
Il più basso dei due mi tira su la maglietta fino al collo e l'altro con una rapidità incredibile infila l'arnese sotto lo sterno e mi apre il petto in due come fossi un tacchino il giorno del ringraziamento.
"Ma no, ma no, non c'è nulla di cui ringraziarci, è il nostro lavoro. Ecco, così, allarga un pò di più... perfetto, lo tiro subito fuori."
In preda all'orrore, vedo l'Esantemista strapparmi il cuore e metterlo sotto la luce della lampada sul comodino.
"Boris, a me non sembra proprio un getto. E poi è un pò secco, non mi sembra proprio."
"Aaah, non saltare a conclusioni affrettate. Ricordi Murnalowsky? Avevi detto la stessa cosa, poi qualche mese dopo gli si è dischiuso il bocciolo e abbiamo quasi perso il lavoro."
"Devi sempre farmelo pesare?"
"Voglio solo spronarti a fare del tuo meglio come un tempo. Non c'è fretta, Tony, osserviamolo meglio. Lei ha fretta, signor Bispuri?"
"..."
"Ecco, ecco. Cosa dici adesso?"
"Ascolta, non ti arrabbiare ma a me continua a sembrare troppo secco. Dai, sotto la luce è ancora più triste!"
"Devo ammettere che hai ragione. A dirla tutta, sai cosa mi sembra? Un brufolo, ecco. Ecco, sì, un brufolo in via di guarigione. Glielo schiaccio, signor Claudio?"
"Vuole schiacciarmi un brufolo che ho sul cuore? Quello che ha in mano, che mi ha strappato dal petto dopo avermelo aperto col trincetto...? E perché no, tanto se non sono morto di dolore finora, che male potrà mai farmi?"
"E no, male le farà, sissignore, e tanto. Ma meglio togliere la putredine che ha dentro prima che si aggiunga alla melma che le avvolge il cuore. Boris, tienimelo, ora lo spurgo."
Urlo.
Respiro a fatica. Ansimo. Norma russa. Come i miei due aguzzini. O salvatori.
Tengo gli occhi aperti al buio. Non porto le mani allo sterno, come vorrei. No. Tiro giù la maglietta che ho addosso, quella bianca col cuore e la scritta Tripper Tattoo.

Claudiocane

martedì 2 novembre 2010

Sono giorni duri.
Questa è un'altra ninna nanna, per chi è talmente stanco da dormire comunque, malgrado la consapevolezza di ciò che porterà la nuova alba.
The Hope Conspiracy, Stolen Days.

Claudiocane

lunedì 1 novembre 2010

Oggi a Roma piove a piedi pari.
So cosa mi aspetta e non mi va proprio di andare a lavorare.
Buona giornata a chi può restarsene sotto le pezze.

Claudiocanebagnato

venerdì 22 ottobre 2010

Dylan Thomas, Under MilkWood.

A Marco.


To begin at the beginning:
It is spring, moonless night in the small town, starless and bible-black, the cobblestreets silent and the hunched, courters'-and-rabbits' wood limping invisible down to the sloeblack, slow, black, crowblack, fishingboat-bobbing sea. The houses are blind as moles (though moles see fine tonight in the snouting, velvet dingles) or blind as Captain Cat there in the muffled middle by the pump and the town clock, the shops in mourning, the Welfare Hall in widows' weeds. And all the people of the lulled and dumbfound town are sleeping now.
Hush, the babies are sleeping, the farmers, the fishers, the tradesmen and pensioners, cobbler, schoolteacher, postman and publican, the undertaker and the fancy woman, drunkard, dressmaker, preacher, policeman, the webfoot cocklewomen and the tidy wives. Young girls lie bedded soft or glide in their dreams, with rings and trousseaux, bridesmaided by glow-worms down the aisles of the organplaying wood. The boys are dreaming wicked or of the bucking ranches of the night and the jollyrodgered sea. And the anthracite statues of the horses sleep in the fields, and the cows in the byres, and the dogs in the wetnosed yards; and the cats nap in the slant corners or lope sly, streaking and needling, on the one cloud of the roofs.
You can hear the dew falling, and the hushed town breathing. Only your eyes are unclosed, to see the black and folded town fast, and slow, asleep. And you alone can hear the invisible starfall, the darkest-before-dawn minutely dewgrazed stir of the black, dab-filled sea where the Arethusa, the Curlew and the Skylark, Zanzibar, Rhiannon, the Rover, the Cormorant, and the Star of Wales tilt and ride.
Listen. It is night moving in the streets, the processional salt slow musical wind in Coronation Street and Cockle Row, it is the grass growing on Llareggub Hill, dew fall, star fall, the sleep of birds in Milk Wood.
Listen. It is night in the chill, squat chapel, hymning, in bonnet and brooch and bombazine black, butterfly choker and bootlace bow, coughing like nannygoats, sucking mintoes, fortywinking hallelujah; night in the four-ale, quiet as a domino; in Ocky Milkman's loft like a mouse with gloves; in Dai Bread's bakery flying like black flour. It is tonight in Donkey Street, trotting silent, with seaweed on its hooves, along the cockled cobbles, past curtained fernpot, text and trinket, harmonium, holy dresser, watercolours done by hand, china dog and rosy tin teacaddy. It is night neddying among the snuggeries of babies.
Look. It is night, dumbly, royally winding through the Coronation cherry trees; going through the graveyard of Bethesda with winds gloved and folded, and dew doffed; tumbling by the Sailors Arms.
Time passes. Listen. Time passes.
Come closer now.
Only you can hear the houses sleeping in the streets in the slow deep salt and silent black, bandaged night. Only you can see, in the blinded bedrooms, the combs and petticoats over the chairs, the jugs and basins, the glasses of teeth, Thou Shalt Not on the wall, and the yellowing dickybird-watching pictures of the dead. Only you can hear and see, behind the eyes of the sleepers, the movements and countries and mazes and colours and dismays and rainbows and tunes and wishes and flight and fall and despairs and big seas of their dreams.
From where you are, you can hear their dreams.

Claudiocane

giovedì 21 ottobre 2010

Tricky, Poems.
Tratto da Nearly God, 1996.


Claudiocane

E' un periodo un pò particolare.
"Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas".
Almeno così diceva Sant'Agostino. Mi è venuto in mente a causa di un messaggio lasciato da un anonimo sul post precedente, da me stupidamente cancellato. Per rabbia.
Diceva "hai rotto i lcazzo", scritto così. E a me ha fatto venire in mente questa frase. Lo ringrazio.
Reality check.
Buonanotte.

lunedì 18 ottobre 2010

Parlo spesso dei miei amici immaginari, come di persone che esistono per davvero. Passo gran parte del mio tempo con una cana sorda a cui, nei miei racconti, ho dato la parola, quando non posso renderle l'udito nemmeno in cambio della mia vita. Dico di ballare con Shiva e camminare con Siddahrta ma non sto perdendo la testa o il contatto col mondo reale. So bene che mia madre non vola su una nuvola rosa con cui fa gare di velocità con lo scimmiotto Goko e il sole non ha gli occhi azzurri di mio padre, dio non è un teletubby e Eleonera si chiama Eleonora. Certo, vorrei davvero essere il vicino di Totoro ma adoro Luz, Samuel, Barbara, Giacomo, tutti i Mancini compreso er bonanima de Barcarolo e la sora Gina, la sora Antonia e la sua splendida, disastrata famiglia, Roberta e Pampero e Nacho, la più bella coppia di gatti gay che abbia mai conosciuto. A volte riesco a non invischiarli in strane storie ambientate in dimensioni parallele, ma questo non succede troppo spesso, lo ammetto.
La questione è che non mi va quasi mai di raccontare i miei problemi quotidiani, umani, comportamentali o sentimentali, di lavoro o creativi, in termini prettamente realistici. Quando lo faccio mi sembra di scrivere con la sinistra. Ci riesco ma è difficile, la scrittura che ne risulta non mi sembra la stessa, non mi piace, è uno sforzo senza senso. Come scrivere con un numero di caratteri stabilito. Se devo farlo (perché poi) lo faccio ma non me ne frega niente. Il mio cellulare è impostato su un set di messaggi dal numero infinito. Posso inviare "ok" o tutto l'Ulisse di Joyce. Se chi lo riceve non vuole leggerlo certo non mi offende, ci mancherebbe altro, lo capisco.
E capisco anche chi scrive elogiandosi, chi si massacra e chi porta avanti tesi che non condivido, chi si sfonda di citazioni e quello che scrive "se sarei io il presidente". Certo da poco, molto poco. Una mia amica (più di un'amica, in verità) è riuscita a farmi capire l'importanza della comprensione non autoreferenziale, e forse proprio questo è il senso di questa tirata, il mio bisogno di dare spiegazioni per non essere frainteso. Già.
Tranquilli, sto bene. Porto avanti la mia scelta, quella di vivere senza certezze (anche se ormai il confine tra scelta e obbligo esiste solo nell'aldilà), quindi non mi lamento.

Claudio

A pensarci bene, il post è fondamentalmente t.w.i.m.c. di conseguenza potrebbe non interessare a nessuno. E ammetto che possa risultare piuttosto autoreferenziale, per cui in piena contraddizione con quanto affermato qualche riga sopra.
L'ho fatto notare a Ganesha mentre me lo rileggeva. Si era gentilmente offerto di scrivere sotto dettatura perché a causa di una congiuntivite karmica al terzo occhio, non potevo farlo.
"Tranquillo Cla', sistemerò io il testo quando farò la supervisione, non ti preoccupare."
Ma non lo ha corretto. Pazienza.

lunedì 4 ottobre 2010

Roma, 2 ottobre 2010.

Buon compleanno, Fabri'.
Ovviamente in ritardo, tanto ormai a
vrai capito che non riesco mai a fa' 'na cosa in tempo.

Big Cheese And The Jive Rats, What's The Use Of Getting Sober


Tool, Sober


Fine Young Cannibals, Johnny Come Home


Jagermasterz, No Acqua


Claudiocane