mercoledì 1 luglio 2009
giovedì 25 giugno 2009
I need you to be the strength of widows and soul survivors.
I need you to be as fearless as new mothers and new fathers.
I need you to be the hope of hearts who lost true love,
I need you to be the might of their first kiss.
I need a purpose and I need a reason,
I need to know that there is trophy and meaning
to all that we lose and all we fight for,
to all our loves and our wars.
Keep breathing,
keep living,
keep searching,
keep pushing on,
keep bleeding,
keep healing,
keep fading,
keep shining on.
This is for the hearts still beating.
Claudio
XXX
domenica 21 giugno 2009
sabato 13 giugno 2009
martedì 2 giugno 2009
lunedì 25 maggio 2009
mercoledì 20 maggio 2009
A CENA CON E.T.
Mi sono vestito e una volta in strada, notai che il tempo si era fermato. Le persone sembravano delle statue di cera e le macchine erano diventate dei modellini.
Arrivato sul posto vidi uno strano essere uscire tutto ammaccato da quell’oggetto non identificato. Lo riconobbi, era E.T.
Si, proprio lui. Lo avevo visto al cinema da bambino e pensavo non esistesse ma la realtà, a volte, supera l’immaginazione.
Dopo alcuni attimi di stupore, lui con voce sommessa disse:
“E.T. telefono casa”
Ecco ci siamo. Questo ricomincia con la tarantella.
Non ho mai capito perché volesse telefonare a casa. Tutta questa smania di tornare indietro, non è giustificata. Sei un Extraterrestre adulto, ormai. Non puoi prendere un’astronave, partire, e pretendere aiuto se le cose non vanno per il verso giusto. Devi cavartela da solo. La terra non è un brutto posto. Peccato che ci siano alcuni umani che la governano ma per il resto c’è da divertirsi.
“Ciao, sono Daniele. Stavo scrivendo e ti ho sentito mentre “parcheggiavi” l’astronave. Mi sembravi più alto al cinema. Stai bene?”
“E.T. sta male, non so cosa successo”
“Te lo dico io, sei sul pianeta terra ma sei in buone mani”
“E.T. telefono casa”
“Ho capito che vuoi telefonare a casa ma siamo nel 2009. I tuoi hanno un indirizzo mail? Skype? Myspace? Facebook?. A no, facebook è per ritrovare gli amici d’infanzia terrestri. Voi avrete Extrabook. Insomma conosci Internet?”
“No, io astronave, non ricordo più”
“Certo che siete strani voi extraterrestri, prima fate i viaggi interstellari e poi perdete il senso dell’orientamento come atterrate su un pianeta”.
“E.T. telefono casa”
“Basta con la casa! Vabbè dai! In questo momento, sei un po’ stressato. Il viaggio, l’incidente sugli alberi, la terra, la forza di gravità. Insomma troppe pressioni tutte in una volta, sono dannose anche per un tipo strano come te.”
“Non capisco stressato.”
“Senti E.T. lo sai benissimo cosa significa, essere stressato. Non fare il marziano. Piuttosto hai fame?”
“E.T. tanta fame”
Lo sapevo, come si tocca l’argomento cibo, tutti parlano la stessa lingua.
Adesso avevo un altro problema. Mi chesi: “Che cosa mangerà il mio nuovo amico E.T.?”.
Nella mente si affollavano una serie di ristoranti. Passavo dalla cucina etnica alla pizza, dalla cucina romana agli involtini primavera cinesi. Iniziai con l’escludere il cibo etnico. Pensai, troppe spezie. Non vorrei che gli prendesse il cagotto. La pizza, no. Se la confonde con un disco volante nemico, siamo spacciati. Meglio evitare scene alla Mars Attacks: “Veniamo in pace, e poi distrugge il locale”. Il cinese non si addiceva. Restava la matriciana, o una bella carbonara. Un paio di litri di vino rosso e poi andiamo a dormire.
“Bene, risposi. Ti porta il tuo nuovo amico Daniele a mangiare. Mo so’ cazzi tua!”
“E.T. non capire cazzi”
“Giusto, siete asessuati. Scusa, ma come sei nato?”
“E.T. TELEFONO CASA FAME NATO PROVETTA FAME CASA”
“Si andiamo a mangiare; Mi racconterai tutto al ristorante”.
Entrammo da “Gigi er Sugo Bono”. Un nome, un programma. Un cameriere con la camicia sporca di sugo ci venne incontro con aria minacciosa. Guardò E.T. e disse:
“No, in questo locale le tartarughe giganti non possono entrare!”
Risposi: “Ma lui non è una tartaruga gigante è un povero extraterrestre. Lui è E.T. Sicuramente l’avrai visto al cinema tanto tempo fa”.
Lo guardò meglio e disse:
“Si, adesso lo riconosco, ma è anti-estetico e mi ricorda una tartaruga. L’ho sempre immaginato dentro un pentolone, con carote, sedano, cipolla. Insomma, un brodo squisito, saporito e ricco di elementi nutritivi.”
Scosso dalla risposta, il mio nuovo amico scoppiò in lacrime. Quell’immagine gli ricordò la sua infanzia. La mamma lo aveva messo dentro la vasca con l’acqua bollente ma non si rese conto della temperatura, poiché aveva una strana malattia legata alla scarsa percezione del dolore, così lo lasciò per troppo tempo. Il risultato fu decisamente ustionante.
Lo consolai e il cameriere, mosso a compassione, ci guardò sghignazzando e disse:
“Ok farò un’eccezione, mettetevi lì in fondo e non date fastidio ai clienti”.
Evitai di rispondergli male. Nel frattempo pensai: “Forse non sarà bellissimo, forse somiglierà anche a una tartaruga ma lui è E.T. e te sei solo un povero coglione ”.
Ci sedemmo e…
“Cosa vuoi mangiare E.T.? Ti consiglio una matriciana.”
“Matriciana si. Matriciana casa. Matriciana buona. Matricia-na-na-na-na-na. Matric...”
“Fermo fermo, ho capito, ti piace”
Guardai il cameriere e dissi:
“Due piatti di matriciana, un litro di vino rosso, due bruschette con il pomodoro. Ti piacciono le bruschette?”
“E.T. bruschette-brucia-pane-buono-ma-non-so-mamma-pomodoro, si mangiare”.
“Certo che ti esprimi proprio male, amico mio. Le parole sono importanti (come dice Nanni Moretti). Ti capisco però, vieni da un altro pianeta. Sono alcuni esseri umani a non essere giustificati”.
Così ordinammo.
Arrivò il vino. Lo versai nel suo bicchiere. Iniziò a bere e dopo pochi minuti la sua pelle dal grigio scuro, divenne rossastra. Più lo guardavo e più mi divertiva il pensiero di avere un amico extraterrestre.
Lui è reale. Lui, sono io.
E.T. vive nel mondo ma prima o poi se ne andrà.
Giusto il tempo di riaggiustare l’astronave.
Conoscete un meccanico?
Daniele
sabato 16 maggio 2009
mercoledì 13 maggio 2009
martedì 14 aprile 2009
DayOne - I'm Doing Fine
Everyone has
Their own centre to this universe
But it stops right there
And kids who try and see it all
Writing graffiti on the wall
But it stops right there
And were all in the know
From one television show
But it stops right there
And take care of yourself
'Cause its all about ourselves
And it stops right there
Im lost looking in a sea of faces everywhere
Now where did she go?
I need to find her quickly
To immerse my insecurity
Im lonely amongst these people
And I need to feel love
And I need to feel part of something
Is that strange?
And why are they reluctant to talk
And why do they look alone when they walk?
I see a face but no names
But despite my confusion
Ive come to the conclusion
That people
Need people
Its something I forget
But Ive come to accept
That people
Need people
And Im alright
And Im ok
Im surviving well
Without you
And what did you want
And what did you expect
Did you want me to still talk about you?
No, no way
Im on my own now
And doing fine ( and doing fine )
No, no way
Im on my own now
And doing fine ( and doing fine )
And anyone can give
Money to a good cause
But it stops right there
And anyone can sign
A petition to change the law
But it stops right there
And we can believe in socialism
Or any theorism
But it stops right there
And take care of yourself
'Cause its all about yourself
And it stops right there
But Im not part of this
Im not seeing what theyre seeing
Im staring at the ceiling to the world
To see what is lying
On the horizon
Maybe Ill see you again someday girl
But despite my raw deal
I still feel
That people
Need people
Its something we forget
But we must accept
That people
Need people
And Im alright
And Im ok
Im surviving well without you
And what did you want
And what did you expect
Did you want me to still talk about you?
No, no way
Im on my own now
And doing fine
No, no way
Im on my own now
And doing fine
I'm doing fine
L’ANELLO AI TEMPI DEL COLERA.
L’anello stringe il dito perché la mano è troppo grassa.
L’anello vince il male e il dito muore.
L’anello non ha un signore.
L’anello si è perso tra le macerie.
L’anello non pende dal collo di Frodo.
L’anello può fare questo e quello perché è banale.
L’anello è stato scagliato contro il muro.
L’anello svanisce nel buio.
L’anello è un cerchio di gratitudine.
L’anello non vuole lasciarti andare.
L’anello è un frammento di vita.
L’anello ti fa sposare.
L’anello è come la piscina dei giusti.
L’anello non vuole capire.
L’anello vive il mondo come un cerchio perfetto.
L’anello tornerà all’origine.
L’anello è un sigillo.
L’anello è finito nel fosso.
L’anello s’è perso.
Grazie anello.
A mai più.
Daniele.
domenica 12 aprile 2009
C'ho aggiunto delle considerazioni sulla vita e la morte. Mio zio tre giorni fa ci ha lasciato. Ma oggi non è risorto.
"Tra pochi giorni sarà Primavera. Il Porcone di Reiser son già due mesi che non cambia i mutandoni per poi poterli trasformare in aereoplanino 'non di carta' da lanciare come pegno d'amore verso la malcapitata di cui si innamorerà.
Dice Battiato, 'la primavera tarda ad arrivare', e a me Battiato sta serenamente sul cazzo. Poi in che canzone scrivi 'ste cinque parole...
Comunque.
Tra pochi giorni sarà Primavera, e oltre al Porcone, molte altre persone si preparano al Suo avvento. Novello Bandini, anch'io spero nel disgelo, ma al momento il cuore continua a tremare di freddo e ha talmente tanti brividi da battere tachicardico. A volte sembra porti un tre quarti invece del canonico tum-tum.
Primavera piace a tutti. Come le viole anche noi, ritorneremo. A fare che? Mi sembra una tale presa per il culo 'st'euforia di rinascita e passione, fisicità e benessere. Io al momento non sto molto bene. Sono allegro ma manco di pace e soffro. C'ho un dolore Primavera-Estate-Autunno-Inverno che ho imparato ad amare e alimentare. Sta per arrivare La Primavera Dei Miei Sbagli, anzi, ho già cominciato. Frettolosamente mi sono dischiuso come una prematura primula e ho preso la prima mazzata. Questa stagione è una sòla. Più delle altre tre. Almeno in Inverno c'è Natale, che è 'na tale rottura de coglioni ma in Primavera c'è la pasqua, mannaggia il papa."
E oggi è Pasqua, il giorno della resurrezione. Che presa per il culo.
Mi è sempre piaciuta questa fissa delle religioni per la vita dopo la morte, o il ritorno dell'essenza eterna che si reincarna in un altro corpo e alla sua fine si libera di nuovo per tornare a vivere e morire di nuovo e poi ancora... ammazza che palle.
Che dire? L'altro ieri è morto mio zio Terzo, un altro grand'uomo ci ha lasciato, un altro pezzo delle mie radici è venuto meno. Succede e succederà ancora. Su tutti gli aggettivi che mi vengono in mente per il fratello di mia madre, il primo è "generoso". C'è sempre stato. Sempre presente e pronto ad aiutarti. Lui e papà hanno lavorato insieme per una vita. Hanno diviso tante di quelle cose. Tante di quelle partite a carte. Madonna, diventavano delle bestie quando giocavano! Due uomini dalla cui bocca usciva a malapena una parolaccia, prendevano a bestemmiare come camalli. O come me, via. Che belli.
Zio ha avuto una vita piena, positiva. Con tanti problemi ma tante gioie. Purtroppo zia Eugenia ci ha lasciato un pò troppo presto, ma lui è riuscito a superare anche questo, continuando a portarla nel cuore.
Terzo, ci mancherai. Saluta papà e se ricominciate a darci sotto a briscola, tresette o scopa, bestemmiate piano perché siete molto, molto più vicini a quel rompicoglioni con la D maiuscola.
Claudio
martedì 7 aprile 2009
domenica 22 marzo 2009
mercoledì 18 marzo 2009
PAZZI DI VETRO.
Daniele
sabato 14 marzo 2009
RIFLESSIONE SUL TEMPO DELLA CACCA.
Daniele
