Claudio
lunedì 7 giugno 2010
martedì 25 maggio 2010
La pioggia sul viso mi sveglia.
Accendo la luce, il letto è un lago. Alzo gli occhi al soffitto e mi rendo conto che l'acqua non filtra dal tetto ma vi passa attraverso come se non esistesse.
Vado in cucina dove Norma, in piedi e bagnata, mi fissa con aria interronegativa.
Anche qui la pioggia imperversa, inzuppandoci come fossimo all'aperto. Ma la terra non la ferma, continua il suo viaggio lasciandoci fradici e increduli.
In giardino, la mia vicina Roberta mi fissa tremante. In casa sua, le mura, il tavolo e le sedie, il lavabo, nulla arresta la corsa delle gocce, un monsone che ci lascia esterrefatti e grondanti senza nemmeno accorgersi di noi.
La Passiflora, insieme alle altre piante, innalza felice il suo ringraziamento al cielo, alle nuvole e ai loro reggenti, nel più bel coro muto mai composto da Verdi.
In strada, il silenzio regna tra le decine di persone che si guardano negli occhi senza proferire parola. Gli anziani scuotono la testa, la Rina prega con un filo di voce accanto all'uomo con cui ha condiviso vita e vite, Luz piange e ride manco avesse capito tutto, non riesco a chiederle nulla.
"Diluvio onniversale. Piove tre minuti in tutte dimensioni."
La voce dell'Imbertaureo. E' la prima volta che la sento ma il suo linguaggio non lascia spazio al dubbio.
Mi volto piano, dietro di me solo il sor Vittorio che mi mette una mano sulla spalla.
"E' finita, albeggia. Torna dentro e asciuga Norma. Passando per il vialetto mi è sembrato di sentire squillare il telefono. Forse era tua sorella, richiamala e tranquillizzala."
"Grazie Vittorio. Cosa dici...?"
"Per fortuna non erano rane. Buonanotte."
L'ultima chiamata ricevuta è di Raffaella, ha lasciato un messaggio.
Non lo ascolto, la chiamo. Mentre attendo che risponda, guardo fuori dalla finestra. Non c'è un centimetro di terra asciutta. Sento la sua voce. Mi sciolgo. Sono acqua nell'acqua, sangue della terra, passione di vita, il mio cuore batte nel suo petto.
"Claudio."
I nomi sono àncore per i marinai d'acquavite. Non riesco a parlare ma mi sente. Ho ancora il diluvio dentro, tracimo. Tra la sicurezza e il seguito solo un accento. Un segno ci isola e ci unisce. E' la maniglia che apre la porta che divide i significati, ma non ne abbiamo la chiave.
Chi ne aveva millantato la proprietà ora giace sul letto senza vita né frigobar, gonfio e beato Bacco, schiantato dalla pioggia analcolica.
Prima ero pieno di me, ora mi manco.
Ma sto bene, e non da solo.
Ha smesso di piovere, ho messo a cuccia sotto il chiosco la mia nuvola nera (Black Cloudia), ho salutato i miei amici immaginari che per un pò avranno il loro daffare dall'altra parte e ho fatto quattro chiacchiere con Shiva. Non ha danzato per me, abbiamo a lungo camminato e giunti al momento di salutarci, mi ha baciato sulla bocca. Poi ha sorriso. Ho portato le dita alle mie labbra, bagnate.
Claudiocane
Scrivo così perché so scrivere solo in questo modo, le mie storie non sono la proiezione di quel che vivo, non sono sogni. Anche se posso ovviamente scegliere di farle diventare tali. Nel reale a molti livelli vivo di finzioni, a volte sciocche e adolescenziali, altre melodrammatiche e ridicole, sempre e comunque false e pericolose. Sono sotto assedio dell'ego che mina le mie basi, eppure adoro i miei piedi d'argilla. Sono una palafitta in un mare di lava, anche la Fenice ride di me. Sono finto.
Ciononostante c'è differenza tra inventare per sembrare altro e inventare per evocare.
I miei racconti, anche i più tristi o quelli incasinati e senza senso, per me sono un tentativo di mostrare la meraviglia dell'immaginario, da quello Topoliniano alle visioni dell'Abarat, dallo stupore alcolico di Bukowsky al surrealismo lucido e caustico di Glauco. Da Little Nemo a Shaun Tan. Non è importante che letterariamente non valgano nulla, non sono "fogli pieni di canzoni da mettere sotto i piedi per sembrare più alti" come diceva Dalla, sono solo quello che vuole uscire e che anch'io voglio vedere fuori.
Ho ripreso il computer dopo quasi tre settimane, mi è partito l'harddisc. Centinaia di ore di musica sparite, alcune cose non so se riuscirò a ritrovarle. Capita. Ci sto male ma non poter ascoltare un brano perduto è nulla rispetto al non sentire più la voce di una persona scomparsa.
Ho letto molto in questi giorni. Che cosa straordinaria leggere, vedere le parole trasformarsi in immagini, uomini in eroi, zucche in carrozze e il respiro in amore. Non sarò mai uno scrittore.
Non sarò mai uno scrittore, un batterista o un musicista, un artista. Sono un uomo qualunque che per anni e anni si è atteggiato ad esser migliore degli altri perché la sua viltà non gli permetteva di affrontare i problemi veri, quelli che danno l'ansia perché se non li risolvi ti schiacciano e non ti fanno vivere. Meglio preoccuparsi di portare la luce sulle tele o incantare la gente intortandola con parole ad effetto "che a 'na certa nun fanno più effetto" (G.d.B.).
Ecco, s'è fatta 'na certa. Alzo le chiappe e pedalo, alé, ciao.
Ma continuerò, anche se molto meno, a scrivere così. Perché mi piace. Perché mi fa stare bene.
E perché no, mica so' guarito.
Claudio
domenica 25 aprile 2010
lunedì 19 aprile 2010
mercoledì 24 marzo 2010
Luigia, l'Avventuriera dei Mondi Sconosciuti
"Corri Gokò, corri!"
Luigia, sulla nuvola rosa, rincorre lo Scimmiotto sulla sua nuvoletta.
"Ti ho quasi raggiunto, corri o t'acchiappo!"
Filano veloci come razzi sui campi d'oro, sui laghi, sfrecciano in alto fino a toccare le cime delle montagne e sempre più su, verso la Luna.
"Guarda Gokò, da qui si vede la Caffarella, che meraviglia, altro che la tua Muraglia Cinese... saluta Claudio, Scimmiotto, ciao Claudio, ciao ciao ciaooooooo!"
"Ciao Luigia, come stai?"
"Oggi è allegra, se la canta e ridacchia da quando s'è alzata."
Lidia, l'infermiera che segue mia madre, sorride mentre le carezza la spalla.
"Tesoro caro, chissà cosa le passa per la testa."
Alle sue parole mamma smette di canticchiare sottovoce, la fissa qualche secondo poi si gira verso di me con uno sguardo furbetto e mi fa l'occhiolino.
Claudio
lunedì 22 marzo 2010
lunedì 15 marzo 2010
Non so in quanti abbiate visto "Mr. Toad's Wild Ride", un film di Terry Jones del 1996 basato sul racconto per bambini "The Wind In The Willows".
E' una delizia, con tutta la gang dei Monty Python e un grande Stephen Fry.
C'è Michael Palin che fa il sole, uno spettacolo!
Se volete, potete vederlo qui, anche se è diviso in nove parti ne vale davvero la pena.
sabato 13 marzo 2010
Casa Bispuri
"Visto che ti sei addormentato?"
E' Norma. Voce roca e alito pestilenziale da sardinodipendente, peggio di HelterSkelter. Sveglio subito.
"Norma mia, ma che te sei mangiata?!?"
"Se non lo sai tu... forza, alzati o farai tardi. Gli ospiti se ne sono andati. Hai visto che non è stato poi così drammatico?"
"Sono rimasti un giorno solo?"
"Già, sono partiti mentre non riuscivi ad addormentarti. Chissà che seghe mentali ti sarai fatto, avrai cercato in tutti i modi di sentirti uno schifo, vero?"
"No. No, cioè, insomma, dai, un essere simile ti dà da pensare, non credi?"
"Sì sì, certo. Certo che Giovannino aveva proprio ragione..."
Ma lo dice col sorriso sulle labbra.
Apro le finestre, c'è il sole, potrò sistemare il tetto con Elio così non pioverà più in cucina e non sarò più svegliato da un Batrakid che schiamazza e sguazza nel catino messo a raccogliere l'acqua. Anche se era molto simpatico, devo ammetterlo.
Non è ancora primavera ma in cuore ho un germoglio. In bagno fisso la mia immagine riflessa. Sbadiglio e sorrido, non lo facevo da giorni. Anche questa prova l'ho superata, affronterò le prossime con un briciolo di sicurezza in più. Avevano ragione DeFilippo e Zappa, gli esami non finiscono mai, come le torture.
Oggi però è un giorno glorioso, il nexus è chiuso e Casa Bispuri riceverà la visita della sua ospite preferita.
"Sbrigati, tra mezz'ora sarà qui e io ancora devo mangiare e andare al bagno!"
Norma sbraita e io sghignazzo. Quando arriverà, la porteremo fuori insieme.
Insieme. Credevo di avere dimenticato il significato di questa parola.
Claudiocane
venerdì 12 marzo 2010
Casa Bispuri
Non riesco ad addormentarmi. La consapevolezza di avere Onnicoma appiccicato al soffitto non mi fa chiudere occhio. Non ce la faccio proprio.
Quando l'ho visto il primo giorno mi è preso un infarto. Non so come spiegarlo, i T9 sono incorporei, o forse sarebbe più giusto dire gassosi, non è facile descriverli. So di poter risultare irrispettoso ma la verità è che sembrano degli ectoplasmi. Sono sinceramente inquietanti.
Apro gli occhi nell'oscurità e non riesco a vederlo. A vederli, a dire il vero. Perché il plurale? Perché quando i T9 raggiungono l'età adulta, se incontrano un proprio simile maturo e libero col quale trovano importanti affinità come ideali di vita, convinzioni, progetti e sogni, si accoppiano.
Detto in questo modo non sembra poi così strano. La questione è che non si limitano a "mettersi insieme", e no, è più adeguato dire che si uniscono, si compenetrano, si fondono in un'unica entità. Un nuovo T9 completo, con una coscienza ampliata e pronto a cominciare una nuova vita. Incipit Vita Nova. Una grassa risata su tutti i fallimenti delle mie relazioni. Che tristezza.
Come cazzo faccio ad addormentarmi col fantasma della felicità che mi svolazza sulla testa...?
Claudiocane
martedì 2 marzo 2010
"You and me, what does that mean? Always, what does that mean? Forever, what does that mean?". Tricky, Christian Sands.
"I got a bowling ball in my stomach, I got a desert in my mouth". Tori Amos, Crucify.
"Kiss me, please kiss me, but kiss me out of desire, babe, and not consolation". Jeff Bucley, Last Goodbye.
"I want to fuck you like an animal, I want to feel you from the inside". Nine Inch Nail, Closer.
"I got a bowling ball in my stomach, I got a desert in my mouth". Tori Amos, Crucify.
"Kiss me, please kiss me, but kiss me out of desire, babe, and not consolation". Jeff Bucley, Last Goodbye.
"I want to fuck you like an animal, I want to feel you from the inside". Nine Inch Nail, Closer.
Mi sento così.
Aiuto.
lunedì 22 febbraio 2010
Casa Bispuri
Devo fare pipì. Mi alzo.
Al bagno, un Rettiliano seduto sulla tazza mi saluta.
"Buongiorno. Non doveva esserci Onnicoma T9?"
"Sì, ma sai quanto sono volubili i T9. Ha detto che verrà dopo la festa di Marialtiiga."
"Ah. Mi fai fare pipì?"
Mentre esce, gli faccio un'altra domanda.
"Dimmi una cosa, sono vere le cose che dice Davide Icke?"
"Tutte cazzate."
"Immaginavo."
Torno a letto. Ripenso alle parole del nuovo ospite, Onnicoma e la festa di Marialtiiga. Marialtiiga... T9... ma che vado a pensare.
All'improvviso ricordo che oggi è il 22 febbraio.
No.
Mamma.
Claudiocane
sabato 20 febbraio 2010
giovedì 18 febbraio 2010
E' facile non capirsi.
Succede anche con gli amici.
Più sovente con chi non frequentiamo troppo spesso o con chi conosciamo da poco.
Capita anche con le persone che sentiamo vicine, quelle che sembrano nate sotto la nostra stella.
Non mi fa stare male l'incomprensione.
Purché ci sia la possibilità di parlare, di fare chiarezza.
Essere ascoltati.
Confrontarsi.
Essere creduti.
Non sono bravo a scrivere in verticale, non ci riesco.
Sono deludente.
Ma onesto.
Al momento, non ho nulla da nascondere e nessun motivo per fingere o millantare.
Vivo.
Mi espongo.
Vengo capito.
Vengo frainteso.
Desidero e sono desiderato.
Parlo. Tanto.
A volte è chiaro quel che dico, a volte no.
Basta chiedere spiegazioni e io impiegherò il tempo che ci vuole per chiarire qualsiasi cosa.
Purtroppo non ho il dono della sintesi.
Abbiate tempo.
Sono come tanti altri uomini, tanti, anche se in certi momenti possiamo sembrare estinti, e ciò che ci accomuna è avere il coraggio di continuare a mettersi in gioco, rischiare.
Amare.
Quantomeno provarci.
Non temo mazzate e pugnalate al cuore, proprio per niente.
So bene che non è così terribile.
Ho un sacco di altri difetti ma tendo a legarmi.
I miei amici lo sanno, i nuovi spero lo abbiano capito.
Spero di essere stato convincente e avere fugato ogni dubbio.
A proposito di fughe, per due volte ai miei "ti amo" due fughe sono corrisposte.
Non in tutto donne e uomini sono diversi, la straordinaria paura di stare bene ci accomuna.
Claudio, come sono e fui
mercoledì 17 febbraio 2010
Preparate i fazzoletti.
Okay, sono di parte, adoro Tim Burton.
E' vero, sono di parte perché mi piace anche Ed Wood.
Certo, sono di parte, ho un debole per la figura di Frankenstein.
Vogliamo parlare dell'amore incondizionato che ho per i bull terrier?
Ma voi provate a dire che Frankenweenie non è un piccolo capolavoro.
Claudiocane
domenica 14 febbraio 2010
mercoledì 10 febbraio 2010
Roma, 10 febbraio 2010
"Woof! Woof, wuuff wuuff, wuff! Wof, wof, wuuuuuuuff!"
Norma.
Cosa posso aggiungere, ha già detto tutto Lei.
Grazie dell'onore, Pepper.
lunedì 8 febbraio 2010
Casa Bispuri

I messaggi sono cominciati ad apparire qualche giorno fa. Sul primo c'era scritto:
"ormai presentati - tu clautio io inquilino stabile - io stabile tu instabile - ah ah aah. imbertaureo".
L'ospite fisso della mia umile dimora è una specie di pocalfabetizzato dimensionale con uno straordinario senso dell'umorismo. Non potevo chiedere di meglio. Devo dire che Norma invece ha molto apprezzato, se l'è sghignazzata per un pezzo, continuando a ripetere sottovoce "instabile", ogni volta che le ero a portata d'orecchio. Condannato a convivere con due perfette incarnazioni della simpatia. Che culo.
Claudiocane
domenica 7 febbraio 2010
Stanotte ho sognato il coniglio nero col cuore infranto tenuto insieme dal nastro adesivo.
I conigli neri non parlano. Mi guardava assorto, attraverso i suoi occhiali, senza sbattere le palpebre. Ha abbassato gli occhi e quando li ha rialzati, nel suo sguardo c'erano l'orfano e lo zingaro. Mi ha fissato ancora per un pò e poi è saltellato via. L'ho seguito finché è sparito oltre lo specchio.
Ho continuato a sognare. Degli occhi verdi vegliavano su di me mentre dormivo. Un cuore di cartone strappato, rattoppato col nastro adesivo, fluttuava sulla mia testa. Gli occhi, dopo averlo fissato, senza batter ciglio lentamente si sono defilati. Con i fili dell'aquilone di San Francesco nelle mani, cercavo di far veleggiare e tenere alto il cuore, ma senza quello splendore di smeraldo ad aiutarlo, ha finito per schiantarsi con un gemito e solo allora, in sogno, ho compreso il peso del cielo sull'orizzonte.
Claudiocane
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