giovedì 31 dicembre 2009

Anche se non lo saprai mai.

Vorrei tranquillizzarti.
Ho capito cosa fare, seppure non sarà facile.
Devo ricordare com'ero prima di stare con te, quando ti desideravo ma non c'eri e immaginavo come potesse essere averti accanto, senza sapere che avremmo passato insieme sette lunghi anni.
Allora non c'eri e vivevo comunque, respiravo, camminavo, mangiavo e bevevo, due cose che non ho mai smesso di fare insieme a dormire, e ridevo. Con gli amici, con le donne interessanti e quelle da scopare, con mamma e papà che ancora vivevano sotto lo stesso tetto, con Norma quando non mi faceva rodere il culo.
Non c'eri e devo ammetterlo, tiravo avanti lo stesso.
Ora conosco la differenza tra "prima", "durante" e "dopo" di te. La consapevolezza mi spacca in quattro ma devo ricominciare a vivere, perché il passato dimostra che posso farlo.
Questi ultimi giorni sono stati troppo pesanti e ho capito che non posso considerarti un problema, un ulteriore ostacolo che non mi permette di vedere oltre.
Devo voler essere felice. Senza di te. Voglio tornare a sognare.
Stasera siamo Norma ed io. Ho preparato un ottima cena e mi sono concesso delle bollicine, Cartizze di Valdobbiadene. Perché no, devo cercare di essere meno pesante, e questo è un modo piacevole per cominciare. Glauco ha detto che in cucina e a letto mi sono sempre voluto bene.
Perdonami se a volte, fuori da quelle due stanze, non mi sono reso conto di quanto mi stavi donando.
Un bacio, Monica.

Roma, 31 dicembre 2009, 22: 25

sabato 26 dicembre 2009

martedì 22 dicembre 2009

"Signore e signori buonasera.
Con grande tristezza e profondo rammarico vi annunciamo lo scioglimento dei Norma, il noto gruppo romano, orgoglio amaro della nostra capitale.
A tutt'oggi non sono chiare le ragioni di questo malaugurato evento che ammanta di mistero gli ultimi giorni della band.
Abbiamo sguinzagliato (ah ah ah ah...) i nostri migliori reporter, appena saremo in possesso di notizie certe, vi informeremo.
Nel frattempo vi invitiamo a lasciare il vostro saluto sulla loro pagina di myspace.
Ai più disperati tra le migliaia di fan, consigliamo l'imperdibile concerto del side-project del simpatico batterista talebano, i NoFun (e sì, concordiamo, è veramente un nome del cazzo), che si terrà a Roma il giorno 5 gennaio del 2009 in quel del SinisterNoise.
Arrivederci e buoni giorni."

E' stato bello. Tanto. Le cose vanno come devono andare, a volte il destino ci riporta su una strada già percorsa, altre ci allontana dalla più battuta, a volte una battuta ci dà da pensare più di un trattato di filosofia. E così sia.
I Norma si sono sciolti, evviva i Norma.
La mia amicizia e il rispetto nei vostri confronti restano saldi e immutati. Sono fiero di tutto quello che abbiamo fatto insieme e come dico sempre, se morirò domani sarò felice di aver composto con voi The Gallows Maker.

Claudio dei Norma (sempre e comunque)

mercoledì 9 dicembre 2009

Sette minuti.
Devo correre e non badare ai prodigi. Conosco la strada, non ce la farò mai.
Scendo velocissimo le scale del palazzo, nell'androne sono sicuro di vedere nonno Fiorini ballarellare Suspicious Minds di Elvis. Mi scapicollo verso il vicolo dietro la chiesa.
Sei Minuti.
Medusa mi sbarra la strada travestita da mendicante. Non la guardo neppure, con una spallata la scanso e filo via come un razzo, l'odio nei suoi occhi mi perfora la nuca. In fondo al vicolo mi attende l'oceano di Solaris. So che devo fiondarmi a destra e non pensare.
Spingo il mio corpo oltre ogni possibilità. Il dolore tagliente che squassa il tallone del piede sinistro mi fa impazzire ma non posso rallentare né perdere la concentrazione controllando il tempo che scorre.
Tre minuti.
Imbocco la galleria trasformata nel ventre della balena, ignoro Geppetto che duetta con Bruno Lauzi e ho un tonfo al cuore quando sento Pinocchio chiamare il mio nome.
"Corri, Claudio, corri!"
Il viale ora è un labirinto, sfreccio tra i giganteschi rovi di rosa che ne segnano il percorso ignorando il supplizio dei tagli inferti dalle spine.
Ormai senza fiato lo supero andandomi a schiantare sulle ginocchia nel bel mezzo della piazza. La mia compagna mi sorride.
"Ce l'hai fatta, Cla'."
Dietro di lei, però, Nosferatu sta per piantare i canini nella pancia di un bimbo che dorme nella culla. Mi avvento come una furia su di lui e nella caduta riesco a prendere al volo il bambino che apre gli occhi ed esplode la luce.
"Stoooooooooop! Bene, benissimo, buona la prima."
Jodorowsky mi viene incontro sorridendo, Moebius se ne resta seduto a sfogliare la sceneggiatura de "La Montagna Sacra".
Questo non è un film, è la mia prova, per dio.
"Esatto. Bravo."
L'infante è Krishna, la sua voce ferma il tempo, lo guardo negli occhi trattenendo il fiato. Due supernova esplodono nelle sue iridi e le pupille sono buchi neri.
"Non esagerare, tanto non te lo faccio scrivere un nuovo Bhagavata Purana. Tagliamo corto, dai, hai superato la prova. Posso esaudire un tuo desiderio, proprio come il genio della lampada. Spara."
Altro che genio, tra le braccia ho un dio. Aiuto.
"Mi piacerebbe dire che il mio desiderio è la pace nel mondo. Ma non è vero, sono un egoista di merda. Ciononostante non riesco nemmeno a pensare alla mia, di pace, a quella devo arrivarci da solo, altrimenti non avrebbe senso. Di sicuro ho un desiderio nascosto, così nascosto da non sapere neanche di cosa si tratti. Però voglio che resti tale e continui a spingermi verso la realizzazione. Kri', ti dico la verità, non so cosa chiederti. Perché non mi dai una mano tu?"
"Manco per il cavolo. Ci vediamo più in là, e la prossima prova sarà moooolto più impegnativa, vedrai. Ciao, fesso."
In piazza non c'è nessuno, soprattutto la compagna che non ho. Non ricordo proprio chi mi abbia detto di correre e perchemmai abbia accettato. Non ricordo niente. I remember nothing. Sta su Unknown Pleasures. Ma quali piaceri?
Mi siedo su una panchina accanto alla fontana. Nosferatu... ma dimmi tu. Mi accorgo che Norma sta dormendo esattamente dov'era la culla del figlio di Devaki. Vado a carezzarla, nel sonno sghignazza, le si muove la pancia come se ridesse.
"Norma."
"Mmmh...? Oi, Claudio. Se n'è andata?"
"'Andata'? Terza persona femminile?"
"Certo. La tua donna. Non vuoi pensarci, eh? Dai, tranquillo, con una femmina come me dentro casa non hai bisogno di altre scaje. Forza, andiamo."
Norma ha dieci anni. Krishna rasenta l'eternità. Direi che la dolcezza sia inversamente proporzionale all'età.

Claudio

lunedì 7 dicembre 2009

"Il Ritornello dello Jedi", skit di Kaos da "Nessi d'Amianto".


"No! Provare no. Fare o non fare, non c'è provare."


Poi dice che uno si butta sul Lato Oscuro...

lunedì 30 novembre 2009

30 novembre 2009

Mia madre è ufficialmente uscita dal pericolo di amputazione della gamba.
Affanculo tutte le cazzate di cui mi riempio la testa e a mori' ammazzato io che durante questa tragedia ho continuato a farlo.
Perti', c'avevi proprio ragione, "capiamo solo le mazzate".

Claudio

domenica 29 novembre 2009

29 novembre 2009

Un brutto sogno, da Lies Irae.

Io e Pinolo camminiamo lungo il fiume. Non sputa mai, è da un'ora che parla ininterrottamente di Monica e del suo uomo, della loro storia, dei loro progetti, di cui non mi frega niente, non ne voglio sapere niente e di sicuro non mi fa bene sapere.
Anzi, mi fa incazzare, non ce la faccio, mi monta la rabbia, l'ira, la furia, quella cieca che i miei amici stanno cercando di insegnarmi a tenere a bada ma adesso no, la bestia ha preso il sopravvento, mò so' cazzi, peggio per lui.
Gli dò una spinta con tutta la forza che ho, raccolgo un bastone da terra e comincio a pestarlo come un santo vecchio. Il rumore del legno contro il legno del suo corpo è così forte da coprire le sue grida, che non sentirei comunque, sono preda del più folle parossismo e impazzisco sempre più perché da Pinolo ovviamente non gronda sangue e questo è un affronto, fottuto bastardo.
Ebbro della mia follia, spalanco ancor più la bocca aperta del mio disperato, no, inorridito amico e gli strappo il cuore. Ma non è il suo.
E' quello di Giacchettone, che dopo averglielo strappato a sua volta e ingoiato, batte nella sua pancia. Ma durante la caduta gli è saltato in gola, per cui è il primo a cui arrivo. La mia vittima approfitta del momento di esitazione e grida ancora più forte.
"CLAUDIOOOOOOOOOOOOOOOOOHHHHH!!!"
Mi accascio a terra, mi chiudo come un feto con il cuore tra le braccia e anch'io urlo, il nome di mia madre, di mio padre, di Silvia e impreco dio e i santi, maledico la madonna e il frutto del seno suo gesù, sbavo, piango e la terra mi si impiastra in volto mentre mi chiudo sempre più a riccio e grido dentro di me, tutte le mie infamie, i miei errori, chiedo scusa dei torti fatti, di quelli subìti per vigliaccheria, mi stringo a pugno attorno al cuore che batte, batte e sta per esplodere, urlo contro il mio viso i nomi di chi ho visto morire e nascere, quelli di chi amo e ho amato, di chi voglio smettere di amare e chi amerò, fino a far combaciare le mie labbra con le mie labbra, la mia lingua con la mia lingua, i miei occhi, le mie orecchie e tutto il mio essere. Fino a ricongiungermi con me stesso.
Le ruvide dita di Pinolo mi tolgono il fango dalla faccia. Io completamente nudo tra le sue braccia e lui piegato su di me, siamo l'immagine perfetta di una quanto mai improbabile Pietà.
Pinolo non piange, oltre a non sanguinare, ma so ben io quel che sta provando.
In questo momento, non potendo essere stretto e coccolato da mia madre, restare a occhi chiusi avvinghiato a lui mi fa sentire tranquillo e al sicuro.

Claudiocane

P.s.: ecco, così va meglio.

venerdì 27 novembre 2009

Siamo in tanti, più di quanti immaginassi, a vivere coi piedi in diverse dimensioni, tra cui il Grande Vate che ci racconta dei suoi "patti vari tra amici reali e immaginari", eppure dice:
"tra questa e quell'altra dimensione, da qualche anno esisto solo nei miei pensieri".
Io invece so di esistere anche nei pensieri dei miei amici. Come loro nei miei.
Oggi ho un pensiero in più. Da questa parte e dall'altra.

Claudio

mercoledì 25 novembre 2009

25 novembre 2009

Penso a Rollerball, al suo messaggio, e più che James Caan mi sento la palla di metallo.

Claudiocane

giovedì 19 novembre 2009

Mi piace Jeremy Fish. E anche Aesop Rock, molto.
Il brano è Pigs, ghost-track di None Shall Pass.
Il pezzo di Fish non so né come si intitola né in che galleria l'abbiano realizzato.


Anche se il video si vede "decentrato", godetevi il modo di fare di questo genietto.


lunedì 9 novembre 2009

domenica 8 novembre 2009

MF DOOM e Madlib insieme sono Madvillain.
All Caps, dall'album Madvillainy.


Aesop Rock, None Shall Pass, dall'album omonimo.


lunedì 2 novembre 2009

Prima della foce del Tevere c'è un'ansa dove i rabdomanti lasciano le loro bacchette quando giungono alla fine della loro ridicola carriera.
Claudio e io ci rechiamo spesso là per giocare a "Sdrumabacchetta". E' un posto incantevole, purtroppo rovinato di tanto in tanto dall'arrivo di uno di quei cialtroni di lungo corso in lacrime, disperati per l'incombente tragedia della separazione dal loro risibile strumento.
E proprio oggi, mentre sgranocchio una delle ipsilon infilate sulle sponde del fiume, sentiamo sopraggiungere qualcuno in preda ai singulti. Lesti ci nascondiamo e poco dopo chi vediamo apparire? Esatto proprio lui: il sindaco di Bruciacalippo!
"Bwaaaaaaaaaaaaah, perché, perché proprio a me...? Prima quell'orso maledetto mi ha distrutto Sbrindolina e ora devo abbandonare te, Dividiera, dopo nemmeno un anno, nemmeno un anno! Bwaaaaaaaaahh ah ahh aaaaaahhh aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhh!!!"
Fisso Claudio sconcertata.
"Ma cos'ha, la memoria revisionista? Gliel'ho frantumata io, insieme ad almeno sette ottavi del suo corpo, altro che orsi! Adesso finisco di fare quello che allora non-"
"No, ferma. Sai cosa, lo riprendo col cellulare, basterebbe già questa scenetta per rovinarlo a vita. Stai calma, Tigre."
"Tigre un ciufolo. Cane, canide; tigre, felide."
"Sì, sì, vabbé, mamma mia che stress..."
Il dementecatto si avvicina alla sponda frignando, asciugandosi gli occhi in cerca di uno spazio sul greto, in mezzo al cimitero dei legnetti. Se non sapessimo che razza di boiaccia infame abbiamo davanti potremmo quasi commuoverci.
"Ecco, ti lascio qui insieme alle tue amate sorelle. Perdonami, ti lego a un rebbo questo nastro rosa per poterti riconoscere quando torno."
E alle sue parole, la follia si scatena.
Dalle melmose acque del Tevere sorge Swamp Thing, gigantesco, inarrestabile, una furia della natura, un odore nauseabondo di letame e piante marce invade l'aria, rendendo quasi impossibile respirare alle creature che vivono nella radura. I miei occhi diventano ancora più rossi e a Claudio si piombificano le gambe.
"NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! Perché voi rabdomanti non perdete occasione di dimostrare di essere un orrido branco di intollerabili ignoranti? La parola "rebbo" non ha singolare, "rebbi" è un sostantivo che esiste solo al PLURALEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!"
L'omarino trema come una foglia dei salici circostanti, si gira sui tacchi per tentare la fuga ma lo spirito delle forze della palude si abbatte su di lui in tutta la sua possanza e lo inchioda a terra.
"Norma, tesoro, mi sa che se non ce ne andiamo adesso siamo fottuti."
"None. Fottuti per fottuti voglio vedere quel coso che si fotte il sindaco. Letteralmente. Dovesse succedere non lo vorresti riprendere?"
"Ma sei orribile!"
"Hai ragione ma è un fetentone. Allora, restiamo?"
"..."
Nel frattempo, un raggio di sole illumina il corpo dell'immensa creatura. La sua pelle è formata di alghe, squame di pesce, scheletri di anfibi, mitili e bottiglie di plastica. Più altre cose che, per usare un eufemismo, sembrano escrementi d'ogni tipo. Mentre si accinge con occhi cùpidi e fiammeggianti a possedere il povero disgraziato, uno stormo di fenicotteri rosa solca il cielo, meravigliosi nel loro piumaggio quanto ridicoli nel loro starnazzeggio.
"Fenicotteri qui e di questi tempi? Che sia un segno? Uhm, non mi quadra."
"Non è una novità. Claudio, sono solo uccellacci, è mai possibile che ti fissi per tali sciocchezze?"
"Devi essere sempre così acida e ottusa? Norma, siamo sul Tevere, vicino ad Ostia, per dio!"
"Ottusa io forse ma tu ignorante di sicuro, e di un'ignoranza superiore. E' noto che una varietà impressionante di uccelli del Mare Nostrum e extramarinostradamus vengano a nidificare o a riposarsi sui mediterranei litorali, quindi abbassa le penne, Dodo. Sto seriamente pensando di offrirti lo stesso trattamento del sindaco."
"Ciononostante non me ne starò qui con le mani in mano a guardare quella bestia immonda approfittare di un momento di debolezza emotiva di quel malcapitato. Dai, principessa, al mio tre saltiamo su quell'ammasso disgustoso di feci e immondizia."
"Ma certo, erano anni che sognavo di farlo. Sheeesh... al tuo tre."
"Bene. Uno, due, tr-"
Una stupefacente esplosione di luce tutti ci illumina.
Black Orchid appare in tutto il suo splendore. E' così bella che anche il gladiatore che è in me si illanguidisce e Claudio ha addirittura un'erezione. Non che si veda, figuriamoci, avverto solo il cambiamento feromonale.
"Swampy. Quanto tempo è passato."
"BWAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHH! No, non tu, non ora... Orchidina, cosa ci fai da queste parti?"
"Io sono dove la natura piange, e lungo questo fiume si dispera. Ora che so della tua presenza, mi rendo conto che il mio intervento è del tutto superfluo. Non sei comunque contento di vedermi? Dopo tutto quello che c'è stato tra noi..."
Il mostro alza gli occhi al cielo e stringe ancora più forte a sé il povero disgraziato, la cui faccia affonda nel disgustoso petto. Per evitare di soffocare riempiendo le proprie froge di lordura e materiale fecale, il primo cittadino di Bruciacalippo nemmeno respira.
"Tutto quello che c'è stato tra noi... in fondo cos'è stato? Ti ho dato un pò dei miei semi, tutto qua. Ti sono entrato dentro, ti ho impollinato, è vero, ma in fondo me l'hai chiesto tu. Mi fosse piaciuto, tra l'altro... e poi te ne sei volata via, voglio dire, ho dovuto spiegare tutto IO ad Abigail! Ma chi ti credi di essere, solo perché tutte le piante cadono ai tuoi piedi, pensi di essere una dea? Certo, la Dea dell'Amore Mancato! Lo sai che c'è, razza di sterlizia mutante, preferisco centomila volte lui, anzi, LO AMO!!!"
Il colpo è troppo grosso. Il sindaco caccia un urlo tremebondo che viene interrotto dalle orride labbra scatogeniche della creatura. Con un salto degno di un batrace gigante, Swamp Thing si inabissa nelle acque prospicienti il triste camposanto, portando con sé il suo nuovo, agonizzante compagno.
"Non è possibile! Tutti uguali gli uomini, anzi i maschi: dei, umani, animali e vegetali, una massa di stronzi inverecondi!"
"E già, poi nel suo caso direi che è proprio-"
Black Orchid e io fulminiamo Claudio con lo sguardo. Abbraccio la semidea in lacrime, cerco di consolarla stringendola, carezzandola, cercando di spiegarle che quando la passione finisce, le relazioni si devono evolvere ma se sono basate solo sui sensi, sono destinate a morire. La guardo negli occhi e tento di rasserenarla, elogiando la sua bellezza, la sua sensibilità e il suo cuore colmo d'amore per chi soffre. E' passato il tempo della sua smania di vendetta, ora è l'incarnazione della natura benigna, la Grande Madre amorevole, il rifugio dei sofferenti.
Si calma.
Con dolcezza si erge in piedi, guarda gli ultimi raggi di sole filtrare dalle fronde e li assorbe, la clorofilla si diffonde nel suo corpo e torna a rifulgere dello splendore della natura incontaminata in ogni sua cellula.
"Grazie Norma. Devo andare, sono attesa in Amazzonia, Susy è tornata a controllare gli sviluppi della deforestazione lungo il Rio. A presto."
E con la stessa straordinaria esplosione di luce, scompare.
"Mamma mia che roba. Non ci creder-"
Centro la bocca di Claudio con una zampata.
"Taci."
"Ahio! Ma cosa ho fatto? Sei tu che sei voluta rimanere!"
"Guarda, lasciamo stare che è meglio. Forza, torniamo a casa, è tardi."
"E il sindaco?"
"E Swamp Thing? Vuoi rimanere a vedere a chi somiglieranno i loro bambini?"
"..."
"Idiota. Tutti uguali. Tutti uguali."

Norma

giovedì 29 ottobre 2009

Buon giorno a tutti,

esco dal Canile e mi trasferisco definitivamente nel mio Blog/Archivio (mi sono autoadottato come cane e come uomo).

Ringrazio Claudio per aver condiviso con me questo spazio, in modo fraterno.

Sicuramente lo sa gestire meglio di me che sono un pò più lento nello scrivere e non riesco a seguire due blog. Credo sia evidente.

Considerando anche che non vedo da un occhio a causa di una maculopatia retinica, la fatica si raddoppia.

Come dire: “Ognuno ha i suoi problemi”.

Ringrazio le persone che hanno avuto il cuore e la voglia di lasciare una loro opinione/commento nei pochi post da me pubblicati.

Ovviamente chi vorrà, potrà seguirmi dall’altra parte.

La forma e la sostanza che ho scelto per l’altro “spazio virtuale” sono più vicine al mio concetto d’intendere il mondo della rete e della comunicazione indiretta.

Grazie.

Daniele vs Danny Marreto

CHE CERCHI NEL GRANO?

martedì 27 ottobre 2009

L'osteopata mi ha detto che incarno perfettamente
l'"uomo-fegato" :costruisco e distruggo,
costruisco e distruggo.
Perfetto, davvero.

Claudiocane

venerdì 16 ottobre 2009

Lo scorso inferno.*

Mi risveglio con uno strascico onirico. La stravagante seppur ampiamente suffragata ipotesi di Romulard che "Lovecraft scrivesse per amore e il Mossad lo obbligasse a continuare". Seduto sul letto, a occhi chiusi, ascolto Norma russare.
Apro gli occhi, accendo la luce, i piedi nudi sul pavimento freddo sono la mia speranza di conquistare la cucina. Il rullante dismesso che ormai funge da comodino reclama la perduta cordiera.
Sono le sei. Un sole ficcanaso occhieggia dietro la mia finestra, io continuo a non parlare. Preparo la macchinetta, non la uso da settimane, sono a rischio ciofèga.
Accendo la radio, la variazione di Groeninger de L'Ultima Cera Di Madame Tussaud mi carezza le orecchie. In sincrono con l'Andante Mosso fischia la moca. La Variazione di Bialetti.
Per toglierla dal fuoco mi brucio, mollo la presa ma per un incredibile colpo di fortuna, cade di culo e non si versa nemmeno una goccia di caffé.
Mi sono ustionato il palmo della mano. Osservo le linee che lo solcano, sembrano canali. Sento abbaiare. Avvicino il palmo agli occhi e mi ci immergo, vengo accolto da un caldo abbraccio, l'acqua risana il marchio del fuoco e la ringrazio offrendole me stesso, mi fa suo e spossato mi abbandono sulla riva.
Il piccolo segno rimasto forma una H con la linea del cuore e quella della testa. Penso al sapore del caffè dopo averlo bevuto ma l'ho lasciato dall'altra parte. Sulla riva opposta due playmobil tentano di baciarsi. Il loro goffo abbraccio mi commuove, la mancanza di lingua mi rattrista. Un amore senza battesimo. Giacchettone, a cavalcioni su Pinolo in mezzo al canale, mi prende in giro.
"Sei il solito sentimentalone. In amore siam tutti pupazzi, e a vedere due pupazzi innamorati ti prende il magone? Che tristezza, Claudie'."
Ha un pò ragione. Ma io ho questa sensibilità da fotoromanzo che mi ostracizza alla lucidità, cosa ci posso fare. Per un sacco di tempo ho addirittura pensato che i miei amici immaginari si amassero. Quello che immagino, ciò che spero, i miei desideri e le più recondite aspettative sono gioie senza cervello. Meraviglie senza cervello. Capelli neri e occhi verdi, Vanessa Del Rio e Angela Carter, i Converge e The For Carnation, ma tutti privi di bocca e mani.
"Perché remi sempre contro? Claudio ha un gran cuore e ricorda che senza di lui non esisteremmo!"
"Pinolo, se realmente remassi contro saremmo ancora nel nostro beato e tranquillo non-essere, il ventre dal quale non si esce, e adesso dimmi che non vorresti tornarci."
"...touché."
L'amore. Lovecraft, sulla sedia a rotelle con la sua inseparabile kefia tipo plaid, mi tende la mano per farmi alzare in piedi.
"Questa cosa della kefia non l'ho mai capita. Ma è vero che verso i tuoi ultimi anni di vita ti sei dato pure al sufismo?"
"Ultimi anni di vita? Perché ti sembro morto? Puzzo?"
L'acqua esala un olezzo di fiori marci che il vento spinge verso di noi a ricordarci di come si cambia.
"Questo posto m'annoia. Andiamo?"
"Va bene. Ti va un caffé?"
"Volentieri. Aspettiamo i tuoi amichetti, Pinolo vuole sempre spingere la mia carrozzina."
La schiuma sulla riva nasconde forme geometriche solide. Icosaedri, dodecaedri e giunchiglie. Sul letto del torrente, piccoli sommozzatori con le mani senza pollice opponibile tentano di recuperare dei santini ormai macerati dall'acqua. Irma la dolce, la carpa più vecchia del canale, sorride mesta mentre gli occhi di santa Lucia scompaiono dal vassoio. Santifica il sacrificio di chi ti si dà in pasto e lascia pulito il piatto. Come Irma fa con l'amo.
"Perché vi siete lasciati?"
"Non è facile da spiegare."
"Dammi un'immagine."
"Un bambino che con il dito cerca di fermare l'acqua che sta per straripare dalla falla nella diga."
"Tu sei l'acqua o il bambino?"
"Il disegnatore."

Claudio

*Mi rendo conto che è ridicolo cambiare titolo a un post una volta pubblicato, ma ho resistito finora e poi ho ceduto a me stesso. Capita. Spesso.


mercoledì 14 ottobre 2009

Non trovo più Per Farla Finita Col Giudizio Di Dio.
L'avrò prestato? A chi? Me l'avranno fregato? Ma chi?
Era un'edizione molto vecchia, della Sole Nero, la cassetta allegata nemmeno si sentiva più, si era smagnetizzata.
Mi dispiace e tanto, mi rincuora che nessuno potrà mai portarmi via il titolo, la cosa del libro che mi è sempre piaciuta di più.

"Sui rivoli sanguinolenti, densi, velenosi, del colore dell'angoscia e dell'oppio, che zampillano dai cadaveri, strani personaggi vestiti di cera - con nasi lunghi un metro, occhi vitrei, e ai piedi specie di sandali giapponesi fatti di un doppio strato di tavolette di legno, alcune orizzontali a forma di suole, altre verticali, che li isolano dagli umori contaminanti - passano salmodiando assurde litanie, le cui virtù non bastano ad evitare che a loro volta anch'essi cadano nella fornace. Questi medici ignoranti mostrano solo paura e puerilità.
Nelle case spalancate, entra la feccia della popolazione - immunizzata a quanto pare dalla sua frenetica cupidigia - e fa man bassa di ricchezze di cui sa perfettamente che è inutile approfittare. Ed è a questo punto che nasce il teatro. Il teatro, vale a dire una gratuità immediata che induce ad atti inutili e privi di benefici nel presente."

Antonin Artaud, Il Teatro E Il Suo Doppio.
(Pensavate fosse del libro citato? Niente da fare, non lo trovo più.)

Claudiocane

giovedì 8 ottobre 2009

8 ottobre 2009

Mi hai parlato di fuoco, ferro, forza. E fortuna.
Non riesco a essere acqua, e amo il fiume.
Perché dovrei ritenermi fortunato, Anirvinna?

Claudio