sabato 25 dicembre 2010

La cosa più bella di questo Natale, il Presepe del mio Baretto.


Sor Mario, sei un grande.

Claudiocane

Una foto inviata da Jonathan Carroll a Neil Gaiman.


Pensare che i due miei autori preferiti si conoscano e si scambino stupidaggini come noi comuni mortali me li fa amare ancora di più.
Alla fine di questo post la fonte dell'informazione.

Claudio

lunedì 20 dicembre 2010

L'ultimo artwax di Glauco Cambi, a mio giudizio il più bello realizzato finora.
Accompagna questi lavori con poche righe, a volte completamente avulse dal momento rappresentato, da quell'"Hic Et Nunc" a lui tanto caro.
Gla', dici che la spinta a realizzare queste opere si è affievolita, anche tu adori quest'ultimo pezzo e per quanto ti riguarda potrebbero non essercene altri.
Nessuno può obbligarti a continuare ma pensaci bene prima di smettere. Non svelare spesso è tenere nascosto.


"In Fila.

Li riconosco ogni volta,
quegli occhi attenti e veloci
di chi sembra essere sempre
nel luogo sbagliato.

Molto, nel mondo, riflette.

Glauco Cambi"

E, faccio per dire, quest'uomo è un orafo.

domenica 12 dicembre 2010

Ieri ho finito di leggere The Ghost In Love di Jonathan Carroll.
Sono innamorato dei suoi romanzi e della sua scrittura, per cui non azzarderò in nessun modo una recensione, sarebbe estremamente parziale. Mi limiterò a dire che era il libro che dovevo leggere e lo ringrazio.


Stamattina ho trovato questa piccola foto, in un momento di pausa durante una traduzione. E' la prima volta che vedo il bull terrier di Carroll, stupidamente non avevo mai cercato una sua immagine.
E' bellissimo, ma lo dico sottovoce, Norma potrebbe ingelosirsi.

Claudiocane


lunedì 6 dicembre 2010

Sono giorni difficili.



Claudiocane

Il nuovo singolo degli Arde Core.

"Per quella lei ci muore".


Per me sei e sarai sempre Giampaolo dei Son.
Quanto sei forte, fio.
Qui in streaming sei pezzi del nuovo doppio "San Cadoco".

Claudio

domenica 5 dicembre 2010

Sto bene dove sto.
Vivo di prodigi e orrori nella normalità più assoluta, uguale tra gli uguali.
Morti e nascite mi toccano allo stesso modo, i privilegi alimentano il fastidio e i soprusi la mia furia.
La calma rimane su Tau Ceti, l'equilibrio è sempre più irraggiungibile.
Ma sto bene qui, accanto a chi ha deciso di rimanere con me, insieme alle persone che ho scelto e pensando a chi ora preferisce non starmi accanto, a cui va comunque il mio amore.
Ho sbagliato e ho fatto del male a chi amo e amavo, così come mi hanno fatto soffrire le parole e i silenzi dei miei amici.
Casa mia è aperta, come il mio cuore. Sono solo un pò stanco, anche di essere giudicato. Ma lo capisco, ci mancherebbe altro, e non pretendo nulla.
Vi abbraccio.

Claudio.
Claudino.
Claudiocane.
Claudio Bispuri.

domenica 28 novembre 2010

La più grande delle mie piccole perversioni.
Mina.

Ai nostri amori e a una vita migliore.

Claudio

martedì 16 novembre 2010

Combattere contro se stessi porta a una vittoria e una sconfitta.
A Roma si chiamano "i guadagni de Maria Cazzetta".

Claudiocane

giovedì 11 novembre 2010

venerdì 5 novembre 2010

Roma, 5 Novembre 2010

Vorrei che all'improvviso svanissero le Hogan dai piedi degli italiani. Tutte. Tutte insieme. Sia i modelli originali che le imitazioni.
Mi rendo perfettamente conto di quanto sia stupido eppure ci godrei come un pazzo.

Claudiocane

mercoledì 3 novembre 2010

"Buongiorno signor Bispuri."
Mi sveglio di soprassalto nel mio letto, incapace di muovermi.
"E voi chi siete...?"
"Io sono Borzoi, l'Esantemista e lui è il mio collega Tchiorny, il Cardiatore."
"Si rilassi, non ci metteremo molto."
"A fare cosa? Non riesco a muovermi... dov'è Norma? Bastardi, se le avete-"
"Calma, calma, abbiamo riservato al cane il suo stesso trattamento ma non si accorgerà di niente, sta ancora dormendo. A noi ora, signor Claudio, prima cominciamo, prima tornerà a dormire. Tony, il trincetto."
Il più basso dei due mi tira su la maglietta fino al collo e l'altro con una rapidità incredibile infila l'arnese sotto lo sterno e mi apre il petto in due come fossi un tacchino il giorno del ringraziamento.
"Ma no, ma no, non c'è nulla di cui ringraziarci, è il nostro lavoro. Ecco, così, allarga un pò di più... perfetto, lo tiro subito fuori."
In preda all'orrore, vedo l'Esantemista strapparmi il cuore e metterlo sotto la luce della lampada sul comodino.
"Boris, a me non sembra proprio un getto. E poi è un pò secco, non mi sembra proprio."
"Aaah, non saltare a conclusioni affrettate. Ricordi Murnalowsky? Avevi detto la stessa cosa, poi qualche mese dopo gli si è dischiuso il bocciolo e abbiamo quasi perso il lavoro."
"Devi sempre farmelo pesare?"
"Voglio solo spronarti a fare del tuo meglio come un tempo. Non c'è fretta, Tony, osserviamolo meglio. Lei ha fretta, signor Bispuri?"
"..."
"Ecco, ecco. Cosa dici adesso?"
"Ascolta, non ti arrabbiare ma a me continua a sembrare troppo secco. Dai, sotto la luce è ancora più triste!"
"Devo ammettere che hai ragione. A dirla tutta, sai cosa mi sembra? Un brufolo, ecco. Ecco, sì, un brufolo in via di guarigione. Glielo schiaccio, signor Claudio?"
"Vuole schiacciarmi un brufolo che ho sul cuore? Quello che ha in mano, che mi ha strappato dal petto dopo avermelo aperto col trincetto...? E perché no, tanto se non sono morto di dolore finora, che male potrà mai farmi?"
"E no, male le farà, sissignore, e tanto. Ma meglio togliere la putredine che ha dentro prima che si aggiunga alla melma che le avvolge il cuore. Boris, tienimelo, ora lo spurgo."
Urlo.
Respiro a fatica. Ansimo. Norma russa. Come i miei due aguzzini. O salvatori.
Tengo gli occhi aperti al buio. Non porto le mani allo sterno, come vorrei. No. Tiro giù la maglietta che ho addosso, quella bianca col cuore e la scritta Tripper Tattoo.

Claudiocane

martedì 2 novembre 2010

Sono giorni duri.
Questa è un'altra ninna nanna, per chi è talmente stanco da dormire comunque, malgrado la consapevolezza di ciò che porterà la nuova alba.
The Hope Conspiracy, Stolen Days.

Claudiocane

lunedì 1 novembre 2010

Oggi a Roma piove a piedi pari.
So cosa mi aspetta e non mi va proprio di andare a lavorare.
Buona giornata a chi può restarsene sotto le pezze.

Claudiocanebagnato

venerdì 22 ottobre 2010

Dylan Thomas, Under MilkWood.

A Marco.


To begin at the beginning:
It is spring, moonless night in the small town, starless and bible-black, the cobblestreets silent and the hunched, courters'-and-rabbits' wood limping invisible down to the sloeblack, slow, black, crowblack, fishingboat-bobbing sea. The houses are blind as moles (though moles see fine tonight in the snouting, velvet dingles) or blind as Captain Cat there in the muffled middle by the pump and the town clock, the shops in mourning, the Welfare Hall in widows' weeds. And all the people of the lulled and dumbfound town are sleeping now.
Hush, the babies are sleeping, the farmers, the fishers, the tradesmen and pensioners, cobbler, schoolteacher, postman and publican, the undertaker and the fancy woman, drunkard, dressmaker, preacher, policeman, the webfoot cocklewomen and the tidy wives. Young girls lie bedded soft or glide in their dreams, with rings and trousseaux, bridesmaided by glow-worms down the aisles of the organplaying wood. The boys are dreaming wicked or of the bucking ranches of the night and the jollyrodgered sea. And the anthracite statues of the horses sleep in the fields, and the cows in the byres, and the dogs in the wetnosed yards; and the cats nap in the slant corners or lope sly, streaking and needling, on the one cloud of the roofs.
You can hear the dew falling, and the hushed town breathing. Only your eyes are unclosed, to see the black and folded town fast, and slow, asleep. And you alone can hear the invisible starfall, the darkest-before-dawn minutely dewgrazed stir of the black, dab-filled sea where the Arethusa, the Curlew and the Skylark, Zanzibar, Rhiannon, the Rover, the Cormorant, and the Star of Wales tilt and ride.
Listen. It is night moving in the streets, the processional salt slow musical wind in Coronation Street and Cockle Row, it is the grass growing on Llareggub Hill, dew fall, star fall, the sleep of birds in Milk Wood.
Listen. It is night in the chill, squat chapel, hymning, in bonnet and brooch and bombazine black, butterfly choker and bootlace bow, coughing like nannygoats, sucking mintoes, fortywinking hallelujah; night in the four-ale, quiet as a domino; in Ocky Milkman's loft like a mouse with gloves; in Dai Bread's bakery flying like black flour. It is tonight in Donkey Street, trotting silent, with seaweed on its hooves, along the cockled cobbles, past curtained fernpot, text and trinket, harmonium, holy dresser, watercolours done by hand, china dog and rosy tin teacaddy. It is night neddying among the snuggeries of babies.
Look. It is night, dumbly, royally winding through the Coronation cherry trees; going through the graveyard of Bethesda with winds gloved and folded, and dew doffed; tumbling by the Sailors Arms.
Time passes. Listen. Time passes.
Come closer now.
Only you can hear the houses sleeping in the streets in the slow deep salt and silent black, bandaged night. Only you can see, in the blinded bedrooms, the combs and petticoats over the chairs, the jugs and basins, the glasses of teeth, Thou Shalt Not on the wall, and the yellowing dickybird-watching pictures of the dead. Only you can hear and see, behind the eyes of the sleepers, the movements and countries and mazes and colours and dismays and rainbows and tunes and wishes and flight and fall and despairs and big seas of their dreams.
From where you are, you can hear their dreams.

Claudiocane

giovedì 21 ottobre 2010

Tricky, Poems.
Tratto da Nearly God, 1996.


Claudiocane

E' un periodo un pò particolare.
"Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas".
Almeno così diceva Sant'Agostino. Mi è venuto in mente a causa di un messaggio lasciato da un anonimo sul post precedente, da me stupidamente cancellato. Per rabbia.
Diceva "hai rotto i lcazzo", scritto così. E a me ha fatto venire in mente questa frase. Lo ringrazio.
Reality check.
Buonanotte.

lunedì 18 ottobre 2010

Parlo spesso dei miei amici immaginari, come di persone che esistono per davvero. Passo gran parte del mio tempo con una cana sorda a cui, nei miei racconti, ho dato la parola, quando non posso renderle l'udito nemmeno in cambio della mia vita. Dico di ballare con Shiva e camminare con Siddahrta ma non sto perdendo la testa o il contatto col mondo reale. So bene che mia madre non vola su una nuvola rosa con cui fa gare di velocità con lo scimmiotto Goko e il sole non ha gli occhi azzurri di mio padre, dio non è un teletubby e Eleonera si chiama Eleonora. Certo, vorrei davvero essere il vicino di Totoro ma adoro Luz, Samuel, Barbara, Giacomo, tutti i Mancini compreso er bonanima de Barcarolo e la sora Gina, la sora Antonia e la sua splendida, disastrata famiglia, Roberta e Pampero e Nacho, la più bella coppia di gatti gay che abbia mai conosciuto. A volte riesco a non invischiarli in strane storie ambientate in dimensioni parallele, ma questo non succede troppo spesso, lo ammetto.
La questione è che non mi va quasi mai di raccontare i miei problemi quotidiani, umani, comportamentali o sentimentali, di lavoro o creativi, in termini prettamente realistici. Quando lo faccio mi sembra di scrivere con la sinistra. Ci riesco ma è difficile, la scrittura che ne risulta non mi sembra la stessa, non mi piace, è uno sforzo senza senso. Come scrivere con un numero di caratteri stabilito. Se devo farlo (perché poi) lo faccio ma non me ne frega niente. Il mio cellulare è impostato su un set di messaggi dal numero infinito. Posso inviare "ok" o tutto l'Ulisse di Joyce. Se chi lo riceve non vuole leggerlo certo non mi offende, ci mancherebbe altro, lo capisco.
E capisco anche chi scrive elogiandosi, chi si massacra e chi porta avanti tesi che non condivido, chi si sfonda di citazioni e quello che scrive "se sarei io il presidente". Certo da poco, molto poco. Una mia amica (più di un'amica, in verità) è riuscita a farmi capire l'importanza della comprensione non autoreferenziale, e forse proprio questo è il senso di questa tirata, il mio bisogno di dare spiegazioni per non essere frainteso. Già.
Tranquilli, sto bene. Porto avanti la mia scelta, quella di vivere senza certezze (anche se ormai il confine tra scelta e obbligo esiste solo nell'aldilà), quindi non mi lamento.

Claudio

A pensarci bene, il post è fondamentalmente t.w.i.m.c. di conseguenza potrebbe non interessare a nessuno. E ammetto che possa risultare piuttosto autoreferenziale, per cui in piena contraddizione con quanto affermato qualche riga sopra.
L'ho fatto notare a Ganesha mentre me lo rileggeva. Si era gentilmente offerto di scrivere sotto dettatura perché a causa di una congiuntivite karmica al terzo occhio, non potevo farlo.
"Tranquillo Cla', sistemerò io il testo quando farò la supervisione, non ti preoccupare."
Ma non lo ha corretto. Pazienza.

lunedì 4 ottobre 2010

Roma, 2 ottobre 2010.

Buon compleanno, Fabri'.
Ovviamente in ritardo, tanto ormai a
vrai capito che non riesco mai a fa' 'na cosa in tempo.

Big Cheese And The Jive Rats, What's The Use Of Getting Sober


Tool, Sober


Fine Young Cannibals, Johnny Come Home


Jagermasterz, No Acqua


Claudiocane