lunedì 2 agosto 2010

Questi signori suonano dal '77, già allora non stavano tanto per la quale ma con gli anni sono decisamente peggiorati. Dimostrazione ne sono Toy World dell'81 e tutti questi altri album. Aiuto.
Jibber And Twitch lo trovate su The Seaside dell'83, è il primo pezzo del disco. Il secondo si chiama Gena Lollabrigida, spettacolare.


Questo video è stato girato nella loro salaprove. Solo chi suona sa cosa può succedere in quei momenti, in quelle piccole stanze il più delle volte senza spazio per muoversi, senza il minimo ricambio d'aria e molto spesso senza ossigeno al cervello.
Eccone un esempio.


E noi Normorti ci preoccupavamo...

Claudio

Dimenticavo!
E' vero che non sopporto Mike Patton quindi risulterò antipatico e banale (sai che novità bis), ma credo che se non ci fossero stati i Cardiacs, lui e i Mr. Bungle adesso venderebbero caldarroste a Bisk (Siberia).

Il mio angelo ubriaco.


Claudio

First Things First.
Quegli infami dei miei datori di lavoro, da bravi cornuti, ci hanno ripensato: a settembre avrò i miei dieci giorni di ferie.
E daje!

Claudiomenocane

giovedì 29 luglio 2010

Trentotto di temperatura corporea, mal di testa e domani al lavoro comunque.
Mi rode il culo.
Sai che novità.

Claudiocanissimo

In bici per Roma di questi tempi, mi sono reso conto che gran parte delle persone rimaste in città non dovrebbero andare in ferie ma affanculo. Di cuore.
Ovviamente questo pensiero gode della proprietà commutativa.

Claudiocane, più cane che Claudio

martedì 27 luglio 2010

Credo che se non avessi ironia mi suiciderei.
A volte, sperando nella proprietà transitiva di questo enunciato, vorrei che certe persone non l'avessero.
Poi ci ripenso e mi convinco che continuerebbero comunque a vivere tranquillamente, aggiungendo al danno la beffa, perché mi ritroverei così in mezzo a persone non solo insopportabili ma, peggio che peggio, anche senza ironia.
Posso metterla come mi pare, alla fine dimostro sempre di essere un coglione.

Claudiocane

venerdì 16 luglio 2010

Due pezzi più punk che hardcore. Ma quanto mi piacciono.
E in entrambi i casi, non sono Mister Ultime Notizie.

Da New York, H2O con What Happened, qui in versione live al Knitting Factory insieme a Lou Koeller dei Sick Of It All.
Mica cazzi.


Gallows, da Watford, Inghilterra. Non amo i gruppi inglesi, ma questi sì, e tanto.
Fermo restando che sono i Norma gli unici Gallows Makers.
Misery, il video del pezzo che è già il tormentone di questa estate di merda.


Buon ascolto.

Claudiocane

Pur non amando il calcio e non seguendolo, i mondiali e tutto l'ambaradàm che c'è girato intorno hanno lasciato tracce nel mio ipnogorgo.
Qualche notte fa ho sognato di trovare a tavola un'insalata di polipo e processionaria. La guardavo e vedevo i pezzi di tentacolo muoversi, spostati dalle piccole e urticanti creature pelose, condite vive nel piatto.
Sorridevo e pensavo, come fossi stato sveglio, che le processionarie erano un aperto rimando al mio adorato Giacchettone. Perché nel sogno le avessi messe nell'insalata, però, non me lo spiegavo.
Mi sono svegliato prima di mangiarla.

Claudiocane

Da piccolo non mi hanno fatto lo spurgo.
Luigia dice che sono nato senza valvola di sfogo ma non mi tira su di morale.
Pare che ora facciano un intervento molto semplice per far uscire tutta la melma rimasta dentro. Il dottore ti apre lo sterno con un trinciapollo e fa defluire tutta la merda che ti avvolge il cuore, poi ti ricuce dopo avere pulito i polmoni e gli organi interni. Operazione che dura due, massimo tre ore.
Non mi tira su di morale.

Claudiocane

lunedì 5 luglio 2010

The Chariot, Teach.


Ma questi (non tanto loro quanto l'etichetta e il produttore) quanto spendono a concerto di amplificazione e strumenti?
Che spreco.
Che pompa, però.

Claudiocane

La contraddizione in uno spazio:
il riso m'è inviso.

Claudiocane

giovedì 1 luglio 2010

Con gioia regredisco.
Gruppi che ascolto ultimamente.

Nails, Obscene Humanity.

Killing The Dreams, Fractures.

From The Pawn, Ambitions Of Man.


Ornaments (Italia), Promo.

Antithesis (italia), Doomes Youth.

Questo disco invece non ho mai smesso di sentirlo da quando è uscito:

Converge, Axe To Fall. Aiuto.

Consigliati per il traffico di Roma in bicicletta
(Hard Core Specialized 1991).


Claudiocane

domenica 27 giugno 2010

27 Giugno 2010

Stasera vado alla Festa dell'Umidità con i miei amici immaginari.
Reportage a breve.

Claudiocane

sabato 26 giugno 2010

Pinolo, Giacchettone e Maggi Mario, di nuovo qui, tutti e tre. Shiva e Norma mi hanno preso per il culo.
Non mi sento offeso, delle loro parole amo più il suono del significato. Se chiudo gli occhi e mi concentro, riesco a sentire ancora la voce di Petals, la bulla compagna della dea, simile alla Nana Bianca ma con un tono più profondo, autoritario, inflessibile.
"Nessuno si dimenticherà di te perché come noi non sei nessuno, Claudio."
Il biondo Tevere ci aspetta. Stasera Giorgia offrirà pizza e birra, Ettore e Norma rideranno sguaiati guardandoci mangiare con forchetta e coltello ma torneranno seri al primo sguardo severo di Tarquinio.
Catrame e panna, dei e delle, di alcuni conosco il nome e di altre gli occhi. La gioia è una fortuna, sputare in aria e non in acqua non ci salverà dal giudizio del mago. E sarà mago colui che riuscirà a far sorridere e incantare bambini, capre e mufloni, a sciogliere l'ortodossia in pianto e mettere in musica la follia del vento.
Respira forte, Bernardo, insisti, non lasciare nulla in sospeso, la felce rinasce anche dopo un incendio. Siamo spore, semi, uomini tronchi, plurale che non completa l'unità. Siamo soli, pieni di luce.
Stasera il fiume sarà il Nilo, da lui rinasceremo gridando la nostra gioia di esserci ritrovati. Dopo essere morti affogati.

Claudiocane

lunedì 21 giugno 2010

E' ufficiale, ci siamo dentro.
Malgrado non apprezzi Bruno Martino, anch'io odio l'estate.
Il fiato caldo dell'asfalto in bicicletta, le gomme americane al telefono sotto i piedi, il rosa e il rosso sulla pelle dei turisti, i piedi nelle fontane, le mosche. L'onnipresente sudore.
Il maletiempo interiore che ti sbatte come una finestra nella tempesta sotto un sole che cuoce i cervelli.
Non ce la posso fa'.

Claudiocane

P.s.: anche se il tempo di oggi lascia ben sperare.

mercoledì 16 giugno 2010

E anche oggi mi riconfermo lo stronzo di sempre.
Lo chiamerò eccesso di coerenza, tanto per darmi una calla.
Certe volte non mi capisco.

Claudiocane

martedì 25 maggio 2010

La pioggia sul viso mi sveglia.
Accendo la luce, il letto è un lago. Alzo gli occhi al soffitto e mi rendo conto che l'acqua non filtra dal tetto ma vi passa attraverso come se non esistesse.
Vado in cucina dove Norma, in piedi e bagnata, mi fissa con aria interronegativa.
Anche qui la pioggia imperversa, inzuppandoci come fossimo all'aperto. Ma la terra non la ferma, continua il suo viaggio lasciandoci fradici e increduli.
In giardino, la mia vicina Roberta mi fissa tremante. In casa sua, le mura, il tavolo e le sedie, il lavabo, nulla arresta la corsa delle gocce, un monsone che ci lascia esterrefatti e grondanti senza nemmeno accorgersi di noi.
La Passiflora, insieme alle altre piante, innalza felice il suo ringraziamento al cielo, alle nuvole e ai loro reggenti, nel più bel coro muto mai composto da Verdi.
In strada, il silenzio regna tra le decine di persone che si guardano negli occhi senza proferire parola. Gli anziani scuotono la testa, la Rina prega con un filo di voce accanto all'uomo con cui ha condiviso vita e vite, Luz piange e ride manco avesse capito tutto, non riesco a chiederle nulla.
"Diluvio onniversale. Piove tre minuti in tutte dimensioni."
La voce dell'Imbertaureo. E' la prima volta che la sento ma il suo linguaggio non lascia spazio al dubbio.
Mi volto piano, dietro di me solo il sor Vittorio che mi mette una mano sulla spalla.
"E' finita, albeggia. Torna dentro e asciuga Norma. Passando per il vialetto mi è sembrato di sentire squillare il telefono. Forse era tua sorella, richiamala e tranquillizzala."
"Grazie Vittorio. Cosa dici...?"
"Per fortuna non erano rane. Buonanotte."
L'ultima chiamata ricevuta è di Raffaella, ha lasciato un messaggio.
Non lo ascolto, la chiamo. Mentre attendo che risponda, guardo fuori dalla finestra. Non c'è un centimetro di terra asciutta. Sento la sua voce. Mi sciolgo. Sono acqua nell'acqua, sangue della terra, passione di vita, il mio cuore batte nel suo petto.
"Claudio."
I nomi sono àncore per i marinai d'acquavite. Non riesco a parlare ma mi sente. Ho ancora il diluvio dentro, tracimo. Tra la sicurezza e il seguito solo un accento. Un segno ci isola e ci unisce. E' la maniglia che apre la porta che divide i significati, ma non ne abbiamo la chiave.
Chi ne aveva millantato la proprietà ora giace sul letto senza vita né frigobar, gonfio e beato Bacco, schiantato dalla pioggia analcolica.
Prima ero pieno di me, ora mi manco.
Ma sto bene, e non da solo.
Ha smesso di piovere, ho messo a cuccia sotto il chiosco la mia nuvola nera (Black Cloudia), ho salutato i miei amici immaginari che per un pò avranno il loro daffare dall'altra parte e ho fatto quattro chiacchiere con Shiva. Non ha danzato per me, abbiamo a lungo camminato e giunti al momento di salutarci, mi ha baciato sulla bocca. Poi ha sorriso. Ho portato le dita alle mie labbra, bagnate.

Claudiocane


Scrivo così perché so scrivere solo in questo modo, le mie storie non sono la proiezione di quel che vivo, non sono sogni. Anche se posso ovviamente scegliere di farle diventare tali. Nel reale a molti livelli vivo di finzioni, a volte sciocche e adolescenziali, altre melodrammatiche e ridicole, sempre e comunque false e pericolose. Sono sotto assedio dell'ego che mina le mie basi, eppure adoro i miei piedi d'argilla. Sono una palafitta in un mare di lava, anche la Fenice ride di me. Sono finto.
Ciononostante c'è differenza tra inventare per sembrare altro e inventare per evocare.
I miei racconti, anche i più tristi o quelli incasinati e senza senso, per me sono un tentativo di mostrare la meraviglia dell'immaginario, da quello Topoliniano alle visioni dell'Abarat, dallo stupore alcolico di Bukowsky al surrealismo lucido e caustico di Glauco. Da Little Nemo a Shaun Tan. Non è importante che letterariamente non valgano nulla, non sono "fogli pieni di canzoni da mettere sotto i piedi per sembrare più alti" come diceva Dalla, sono solo quello che vuole uscire e che anch'io voglio vedere fuori.
Ho ripreso il computer dopo quasi tre settimane, mi è partito l'harddisc. Centinaia di ore di musica sparite, alcune cose non so se riuscirò a ritrovarle. Capita. Ci sto male ma non poter ascoltare un brano perduto è nulla rispetto al non sentire più la voce di una persona scomparsa.
Ho letto molto in questi giorni. Che cosa straordinaria leggere, vedere le parole trasformarsi in immagini, uomini in eroi, zucche in carrozze e il respiro in amore. Non sarò mai uno scrittore.
Non sarò mai uno scrittore, un batterista o un musicista, un artista. Sono un uomo qualunque che per anni e anni si è atteggiato ad esser migliore degli altri perché la sua viltà non gli permetteva di affrontare i problemi veri, quelli che danno l'ansia perché se non li risolvi ti schiacciano e non ti fanno vivere. Meglio preoccuparsi di portare la luce sulle tele o incantare la gente intortandola con parole ad effetto "che a 'na certa nun fanno più effetto" (G.d.B.).
Ecco, s'è fatta 'na certa. Alzo le chiappe e pedalo, alé, ciao.
Ma continuerò, anche se molto meno, a scrivere così. Perché mi piace. Perché mi fa stare bene.
E perché no, mica so' guarito.

Claudio