lunedì 3 agosto 2009

Ieri sera sono andato con Eleonera alla Festa dell'Umidità, a Caracalla, era l'ultimo giorno e siamo andati a salutare i nostri amici che lavoravano là.
Patrick il Leprechaun stava discutendo animatamente con la splendida Tera e il suo fidanzato Dullo, un pò troppo animatamente, tanto che appena ha cominciato a mulinare le braccia, io e Settimio Severo lo abbiamo preso di peso e portato alla Birreria dei Guinness. Si è calmato alla nona pinta, ma non ha infranto il record. Sheeesh, che tipi i leprechaun. Ha pure lasciato lo stand incustodito, gli avranno fregato almeno trenta trifogli. Non credo se ne sia accorto.
Ele è andata subito alla stand dell'Occhiuta Rana, dopo la promozione per il suo servizio in Diretta dall'Inferno. Quell'angelo ci ha regalato due suoi lavori incorniciati, che persona speciale. Beve birra anche lui, eppure è Bevivino. Nomen Non Semper Omen.
Con i nostri doni, ci siamo avviati verso la Fucina delle Cose Inutili di Glauco che stava festeggiando il cinquantennale della creazione dell'arricciolaburro a orologeria. E' addirittura riuscito a far intervenire il suo inventore alla cerimonia, l'ottuagenario Folco Persico. Lo guardava ammirato, e posso capirlo. Con grande emozione lo ha insignito dell'onoreficenza di Ambasciatore del Vano Italico, consegnandogli una medaglia portasupposte in bronzo pressofuso, opera dello stesso Glauco. Non posso non ammettere di essermi commosso anch'io. Eleonera si è limitata a non battere le palpebre durante tutta la durata del discorso di Persico. Che si è addormentato in piedi, con la bocca aperta e la bolla al naso nel bel mezzo dell'applauso del pubblico. Mai fare annoiare una strega.
Dopo aver salutato Fangando, il nostro amico camerunense che aveva appena sfilato due piotte a Patatù col gioco delle tre sante, siamo tornati al motorino.
Ele era allegra come non mai, non sembrava nemmeno vestita di nero. Ma mentre toglievo la catena abbiamo visto Patatù correre verso di noi a cavallo di un maiale.
"Largo, largo, Connie non frenare! Maledetto Fangando, maledetto Quattrodita e sue dritte! Aiutoooooooooooo!"
Con un sublime schianto, Connie si è fermata tra le braccia di un rododendro, catapultando il nostro eroe del gioco d'azzardo almeno tre metri più avanti.
"Connie, tu presto prosciutto! E salciccia! E lardo di Colonnata... e culatello, sì, culatello!"
Sculettando come solo certe maiale sanno fare, la santa porca gli si è avvicinata e ha cominciato a leccargli la faccia come solo certe porche sanno fare. Gli occhi di Patatù si sono illuminati, e in preda a un rapimento estatico che solo certe lingue sanno dare, la ha abbracciata forte gridando alla luna tutti i nomi degli insaccati e dei salumi esistenti su questa e sull'altra terra. L'amore.
Saliti sul mio Ciclone 50, una delle sòle a motore più eclatanti della storia delle due ruote, abbiamo imboccato viale Aventino sospirando all'unisono per le gioie che ci aveva riservato la serata. Girando alla Piramide per via Ostiense, ci siamo fermati a salutare Vlady, il custode della Mummia Cestia.
Vlady è enorme, transilvano, transgender e intransigente in quanto agli orari. Anche con noi è stato impassibile, non ha nemmeno fatto entrare la mia amica a fare pipì ma per farsi perdonare le ha regalato una palla di vetro piena d'acqua con la piramide che se la capovolgi ci nevica sopra. Un vero amico.
Giunti da lei, Ele è letteralmente schizzata verso l'ascensore salutandomi con un inquietante gorgoglìo.
Tornando a casa, mi sono fermato al Circo Massimo a osservare il fenomeno dei bongoloidi. Con la luna quasi piena saranno stato almeno trenta. Ognuno suonava un ritmo sconclusionato e diverso dagli altri, le pelli delle percussioni in più di un caso avevano preso a vibrare più di rabbia per l'oltraggio che per i colpi.
L'indomani, con la luna piena, quanti sarebbero diventati? Per un momento una visione infernale mi ha tolto il fiato. Inchiodato sulla croce al Circo Massimo, circondato da bongoloidi e costretto ad ascoltarli per i secoli dei secoli, amen. Ra.
Arrivato in Caffarella ho ringraziato la fortuna per le scarse certezze, le mie poche cose, la mia piccola casa e i miei cari amici. Ho anche ringraziato Norma che dormiva, russando come il mantice di Efesto. Sarei riuscito ad addormentarmi?
A letto mi attendevano i fantasmi di Bernard e June. Novello Jeremy, ho cercato di metterli d'accordo, di avvicinare le loro divergenze e colmare la distanza, incolmabile invero, dei loro punti di vista, ma soprattutto ho tentato di farli stare zitti per dormire le poche ore che mi separavano dalla triste levataccia imposta dal turno lavorativo. Niente da fare. Si sono anche lamentati per il casino assordante prodotto dalla canna della cana. Gli stronzi.
Alle cinque ho chiuso finalmente gli occhi e l'orecchio interno per riaprirli alle sei, in un bagno di sudore e parole inintelligibili, cispe di sogno ancora attaccate agli occhi e l'impressione esatta di una mancanza. Il regalo di Marco.
Con giusto i bermuda addosso (l'orrore, l'orrore) mi sono scapicollato fuori per andare a vedere nel bauletto del motorino. Niente.
Sconsolato ho acceso il cellulare per chiamare Eleonera. Alle sei...?
Ho guardato Norma che da brava sorda continuava a dormire. Senza russare, maledetta. Con il quadretto tra le zampe. E un trifoglio tra le labbra.
Faccio una vita strana.
Al lavoro dicono che con la boccia a pelle e la barba da talebano sembro un saggio. Faith dice che ho un aspetto satanico ma in senso positivo. Credo che Faith a Londra abbia cominciato a bere come me.
Penso a Mitia e mi verso un bicchiere di Ribolla. Ogni scusa è buona per bere. La ringrazio e mi guardo allo specchio. Posso anche dimostrare qualche anno di meno ma i miei occhi hanno lo sguardo di mio padre.
Lascio aperta la porta di casa a Norma e le scrivo un messaggio.
"Piscia pure in giardino, la vicina è già andata al lavoro, non ti vedrà nessuno. Se devi fare la cacca, le bustine sai dove sono. Ti voglio bene."
Faccio una vita strana, quella che ho scelto di fare.

Claudio


13 commenti:

  1. Oddio che bello!... non mi va di pensare a un commento, ho solo voglia di commentare questa vita quotidiana che tu sai trasformare in una favola surreale, piena di persone interessanti anche quando non lo sono :) e Patatùùùùùùùùùùùùùùùùù! Il mio preferito di sempre, lo sai, che gioca d'azzardo e se la fa con le maiale! :D
    Solo che, porco Giuda, perché a me non mi ci porti mai? E le cose più cool ti succedono con tutti tranne che con me! Mi sa che devo smettere di cucinare e invitarti a cena, anzi, dobbiamo smetterla di cenare a casa e uscire! :D

    RispondiElimina
  2. Forrrrrrrrrrrrrrrse.

    RispondiElimina
  3. hai scritto un racconto bellissimo, stranissimo, ma davvero divertente. Bacio in fronte a Norma. E grazie :)

    RispondiElimina
  4. Grazie a te per la dritta del bianchetto.
    (-o_ò-)

    RispondiElimina
  5. Eccezionali i bongoloidi, e agghiacciante la tROtura inflittati.

    Ho amato anche Persico che si addormenta durantenl'applauso, mi ha ricordato Harpo Marx che suona l'arpa divinamente, durante una scena di Horse Feathers, se ben ricordo, e durante questa toccante interpretazione... si ferma un attimo a sbadigliare di noia autoinflitta, per poi riprendere.

    ... e le vite strane sono quasi sempre quelle che si scelgono di fare.

    RispondiElimina
  6. poi il fatto che pensi a me e ti bevi una Ribolla eh...insomma!!

    RispondiElimina
  7. Ve amo, rega'.
    E conto di tornare sul disturbante fenomeno dei bongoloidi del Circo Massimo.
    Non avete idea, ma la minima idea, di quanto rompano i coglioni.

    RispondiElimina
  8. Senti Claudio, lasciamelo dire, ma io quando te scrivi queste robe qua, che sanno di realtà vista attraverso gli specchi deformanti (hai presente quelli dei luna park?) guarda...proprio non ci sto dentro e mi verrebbe da darti un bacio sul capoccione, ecco!
    E perdona l'ardire, ma i ritratti che fai di questi luoghi e persone e animali, mescolando odori, sapori, vapori, sudori, ai sentimenti a me mi entra dentro e fa tutto il giro senza passare dal via.
    E lo so che non si dice "a me mi", ma sulla scia delle emozioni è lecito pure esser sgrammaticati.
    'Notte Clà :-)

    RispondiElimina
  9. Mi unisco al commento di Elle: veramente bravo e unico, Claudio.
    Daccene altri!

    Io aspetto la disamina del bongoloide (immagino tu abbia sentito "parco sempione" di Elio e le storie tese), essere che ben conosco, avendo frequentato parchi di sconvolti, e centri sociali vari, territorio naturale (qui a Milano), del bonghista che non ha idea di cosa sia il ritmo.

    RispondiElimina
  10. Norma, da brava sorda, ha imparato a riconoscere il nemico a vista: lo jambé. Ha già bucato una decina di pelli andandosene poi sghignazzando come Muttley.
    Solo Patatù può suonare i bonghi senza bongoloidizzarsi.
    Pensa che noi del gruppo dei Norma ci chiamano Normoloidi.

    RispondiElimina
  11. Sghignazzo (come Muttley, che ultimamente rido come lui!) :)

    RispondiElimina
  12. ...i bongoloidi...come ti capisco, io che ero solita andarmi a sciacquettare nelle acque del lago di martignano...da anni ho dovuto rinunciare perchè invaso da bongoloidi, oltretutto campeggiatori...quindi non puoi neanche sperare che ad una certa se ne vadano affanculo...
    So che non ami Elio ma con questo concorderai "Piantala co stì bonghi non siamo mica in Africa, porti i capelli lunghi ma devi fare pratica,sei sempre fuori tempo così mi uccidi l'Africa che avrà pure tanti problemi ma di sicuro non quello del ritmo"...
    Vans

    RispondiElimina
  13. Vansky!
    Ma ci credi che leggo sol'ora il tuo commento...?
    Che triste, solitario y finàl.
    Martignano will be laid to waste, you know. Quindi sfuggilo e come la peste evita i bongoloidi o perderai il senso del rittimo.
    Vansky Sama, che bella sorpresa.
    Buon fine semana rilassato a te e agli altri tuoi due maschi.
    Apperesto.

    RispondiElimina