giovedì 29 ottobre 2009

Buon giorno a tutti,

esco dal Canile e mi trasferisco definitivamente nel mio Blog/Archivio (mi sono autoadottato come cane e come uomo).

Ringrazio Claudio per aver condiviso con me questo spazio, in modo fraterno.

Sicuramente lo sa gestire meglio di me che sono un pò più lento nello scrivere e non riesco a seguire due blog. Credo sia evidente.

Considerando anche che non vedo da un occhio a causa di una maculopatia retinica, la fatica si raddoppia.

Come dire: “Ognuno ha i suoi problemi”.

Ringrazio le persone che hanno avuto il cuore e la voglia di lasciare una loro opinione/commento nei pochi post da me pubblicati.

Ovviamente chi vorrà, potrà seguirmi dall’altra parte.

La forma e la sostanza che ho scelto per l’altro “spazio virtuale” sono più vicine al mio concetto d’intendere il mondo della rete e della comunicazione indiretta.

Grazie.

Daniele vs Danny Marreto

CHE CERCHI NEL GRANO?

martedì 27 ottobre 2009

L'osteopata mi ha detto che incarno perfettamente
l'"uomo-fegato" :costruisco e distruggo,
costruisco e distruggo.
Perfetto, davvero.

Claudiocane

venerdì 16 ottobre 2009

Lo scorso inferno.*

Mi risveglio con uno strascico onirico. La stravagante seppur ampiamente suffragata ipotesi di Romulard che "Lovecraft scrivesse per amore e il Mossad lo obbligasse a continuare". Seduto sul letto, a occhi chiusi, ascolto Norma russare.
Apro gli occhi, accendo la luce, i piedi nudi sul pavimento freddo sono la mia speranza per conquistare la cucina. Il rullante dismesso che ormai funge da comodino reclama la perduta cordiera.
Sono le sei. Un sole ficcanaso occhieggia dietro la mia finestra, io continuo a non parlare. Preparo la macchinetta, non la uso da settimane, sono a rischio ciofega.
Accendo la radio, la variazione di Groeninger de L'Ultima Cera Di Madame Tussaud mi carezza le orecchie. In sincrono con l'Andante Mosso fischia la moca. La Variazione di Bialetti.
Per toglierla dal fuoco mi brucio, mollo la presa ma per un incredibile colpo di fortuna, cade di culo e non si versa nemmeno una goccia di caffé.
Mi sono ustionato il palmo della mano. Osservo le linee che lo solcano, sembrano canali. Sento abbaiare. Lo avvicino agli occhi e mi ci immergo, vengo accolto da un caldo abbraccio, l'acqua risana il marchio del fuoco e la ringrazio offrendole me stesso, mi fa suo e spossato mi abbandono sulla riva.
Il piccolo segno rimasto forma una H con la linea del cuore e quella della testa. Penso al sapore del caffé dopo avere bevuto ma l'ho lasciato di là. Sulla riva opposta due playmobil tentano di baciarsi. Il loro goffo abbraccio mi commuove, la mancanza di lingua mi rattrista. Un amore senza battesimo. Giacchettone, a cavalcioni su Pinolo in mezzo al canale, mi prende in giro.
"Sei il solito sentimentalone! In amore siam tutti pupazzi, e a vedere due pupazzi innamorati ti prende il magone? Che tristezza, Claudie'."
Ha un pò ragione. Ma io ho questa sensibilità da fotoromanzo che mi ostracizza alla lucidità, cosa ci posso fare. Per un sacco di tempo ho addirittura pensato che i miei amici immaginari si amassero. Quello che immagino, ciò che spero, i miei desideri e le più recondite aspettative sono gioie senza cervello. Meraviglie senza cervello. Capelli neri e occhi verdi, Vanessa Del Rio e Angela Carter, i Converge e The For Carnation, ma tutti privi di bocca e mani.
"Perché remi sempre contro? Claudio ha un gran cuore e ricorda che senza di lui non esisteremmo!"
"Pinolo, se realmente remassi contro saremmo ancora nel nostro beato e tranquillo non-essere, il ventre dal quale non si esce, e adesso dimmi che non vorresti tornarci."
"...touché..."
L'amore. Lovecraft, sulla sedia a rotelle con la sua inseparabile kefia tipo plaid, mi tende la mano per farmi alzare in piedi.
"Questa cosa della kefia non l'ho mai capita. Ma è vero che verso i tuoi ultimi anni di vita ti sei dato pure al sufismo?"
"Ultimi anni di vita? Perché ti sembro morto? Puzzo...?"
L'acqua esala un olezzo di fiori marci che il vento spinge verso di noi a ricordarci di come si cambia.
"Questo posto m'annoia. Andiamo?"
"Va bene. Ti va un caffé?"
"Volentieri. Aspettiamo i tuoi amichetti, Pinolo vuole sempre spingere la mia carrozzina."
La schiuma sulla riva nasconde forme geometriche solide. Icosaedri, dodecaedri e giunchiglie. Sul letto del torrente, piccoli sommozzatori con le mani senza pollice opponibile tentano di recuperare dei santini ormai macerati dall'acqua. Irma la dolce, la carpa più vecchia del canale, sorride mesta mentre gli occhi di santa Lucia scompaiono dal vassoio. Santifica il sacrificio di chi ti si dà in pasto e lascia pulito il piatto. Come Irma fa con l'amo.
"Perché vi siete lasciati?"
"Non è facile da spiegare."
"Dammi un'immagine."
"Un bambino che con il dito cerca di fermare l'acqua che sta per straripare dalla falla nella diga."
"Tu sei l'acqua o il bambino?"
"Il disegnatore."

Claudio

*Mi rendo conto che è ridicolo cambiare titolo a un post una volta pubblicato, ma ho resistito finora e poi ho ceduto a me stesso. Capita. Spesso.


mercoledì 14 ottobre 2009

Non trovo più Per Farla Finita Col Giudizio Di Dio.
L'avrò prestato? A chi? Me l'avranno fregato? Ma chi?
Era un'edizione molto vecchia, della Sole Nero, la cassetta allegata nemmeno si sentiva più, si era smagnetizzata.
Mi dispiace e tanto, mi rincuora che nessuno potrà mai portarmi via il titolo, la cosa del libro che mi è sempre piaciuta di più.

"Sui rivoli sanguinolenti, densi, velenosi, del colore dell'angoscia e dell'oppio, che zampillano dai cadaveri, strani personaggi vestiti di cera - con nasi lunghi un metro, occhi vitrei, e ai piedi specie di sandali giapponesi fatti di un doppio strato di tavolette di legno, alcune orizzontali a forma di suole, altre verticali, che li isolano dagli umori contaminanti - passano salmodiando assurde litanie, le cui virtù non bastano ad evitare che a loro volta anch'essi cadano nella fornace. Questi medici ignoranti mostrano solo paura e puerilità.
Nelle case spalancate, entra la feccia della popolazione - immunizzata a quanto pare dalla sua frenetica cupidigia - e fa man bassa di ricchezze di cui sa perfettamente che è inutile approfittare. Ed è a questo punto che nasce il teatro. Il teatro, vale a dire una gratuità immediata che induce ad atti inutili e privi di benefici nel presente."

Antonin Artaud, Il Teatro E Il Suo Doppio.
(Pensavate fosse del libro citato? Niente da fare, non lo trovo più.)

Claudiocane

giovedì 8 ottobre 2009

8 ottobre 2009

Mi hai parlato di fuoco, ferro, forza. E fortuna.
Non riesco a essere acqua, e amo il fiume.
Perché dovrei ritenermi fortunato, Anirvinna?

Claudio

mercoledì 7 ottobre 2009

Questi giorni sono le parole di un cane, la mia pancia gonfia
e la finestra che punta al mare.
Tra di noi il fiume, Il suo letto ha sassi lisci, corrono insieme e giungono alla foce sovrappensiero, conoscono la strada.
Il suo corso è il mio corpo, la linea curva che ingolfa le vite.
Sei vita e sorte, la mia testa sott'acqua
e il respiro che manca.
Sei il sorriso di chi se n'è andato e il mio viso serio,
lo sguardo duro, l'immagine di una fiera accettazione.


"Buon Anno" è un ricordo della mia dolescenza, il lirismo di Fausto Rossi e il taumaturgico influsso di Elliot e Bowie.

Claudio

martedì 6 ottobre 2009

JANIS E LA BOTTIGLIA

Erano lacrime di colore rosso quelle di Janis. Scendevano fitte come la pioggia d’inverno. Il freddo le congelava rapidamente e nessun miracolo le avrebbe sciolte.

Lo spirito si prende tutto e lascia un vuoto tra la carne e il cielo. In quel sottile strato di paura viveva solitaria nella sua casa.

Beveva Whisky in modo frenetico. Stava sdraiata sul divano con la sigaretta ancora accesa nel posacenere. Fu allora che sentì salire il ricordo di quando era bambina e la nonna le cantava la ninna nanna con ritmo lento e ipnotico.

Percepiva ancora il suono della sua voce che scendeva nelle orecchie come fosse un sonnifero nei giorni d’insonnia. Ormai prendeva Xanax per dormire e non le bastava neanche più quello.

Lo stereo era acceso e una melodia profonda colpì la sua mente. Non era la musica che preferiva ma in quel momento il suo cuore vibrò così forte che un “Essere Virtuale” sentì il grido disperato della povera Janis e si materializzò nel suo Computer sotto forma di mail.

- Sento che hai bisogno d’aiuto.

- Non preoccuparti, lasciami sola. E’ solo un brutto momento. Ma chi sei?

- Non posso lasciarti disperare. Appartengo al mondo virtuale ed ho spesso parole di conforto per chi soffre nel mondo reale.

- Non credo tu possa capire. Non puoi aiutarmi se non mi hai mai dato un abbraccio, parlato negli occhi ma soprattutto non hai mai pianto con me o riso nei momenti di gioia.

- Io sono Pallino69. Ti ricordi?

- Pallino69? Chiese stupita Janis.

- Sono Laura della palestra. Avevo sempre una tuta rosa con le righe bianche sui pantaloncini.

- Non ci credo, non è possibile, saranno passati dieci anni.

- Si è vero, hai ragione, poi il mio nick non aiuta. Ho virtualmente cambiato sesso.

- Come stai Laura? Come hai fatto a trovarmi?

- Sto bene, vivo a New York adesso. Navigo spesso nella rete e ho riconosciuto la foto nel tuo blog. Ho visto la tua mail ed eccomi qua. Te piuttosto perché stai piangendo?

- Sono in un periodo di forte depressione, da quando è morto mio marito la mia vita si è svuotata. Era un punto fermo, un uomo meraviglioso, pieno di premure. Poi sono stata anche licenziata da poco. Taglio del personale, hanno detto. Sono sfinita mentalmente e stanca fisicamente.

- Mi dispiace tanto. Vorrei poterti aiutare ma ormai risiedo a New York e non verrò più in Italia per questioni fiscali e politiche. Sono sicura che riuscirai a risollevarti. Sei sempre stata una donna forte. Ti abbraccio e capisco la difficoltà del momento. Ti mando una carezza e condivido le tue lacrime come se fossero le mie.

- Grazie. Sei sempre stata gentile e sensibile. Buona fortuna per tutto. Un bacio.

Il tempo passava e Janis si sentiva sempre più sola. Il suo cuore smise di battere la notte del 15 gennaio 2001. Morì per un mix di sonniferi ed alcool.

Lasciò questo biglietto:

“Mano nella mano. Occhi negli occhi. Una carezza reale, vale più di mille parole e racconti”

Daniele


domenica 4 ottobre 2009

Norma e tre quinti dei Norma live in the kitchen.
Live sicuro, alive mica tanto, c'avevamo un cervello ancora funzionante in quattro.
Ed era quello di Norma.


Claudiocane

P.s.: il brano è un'improvvisazione di musica
postprandodecacofonica ispirata alle opere della nota
compositrice di Aquileia, la Maestra Centenara.

giovedì 1 ottobre 2009

Vivete sereni.

"Sono preoccupato per te, Claudio."
"Anch'io, stai tranquillo"

Claudio

Dimenticavo:
dedicato a Luca Bù.
"Daniele... hai i piedi grandi come i miei!"
Li fissiamo e ci rendiamo conto di essere scalzi in mezzo a un mare di fili di erba bianca.
"Questo posto è bellissimo, ma sembra che il suolo si muova, e il terremoto a me fa una paura fottuta."
"Guarda meglio, tutto si muove intorno a noi, e le colline d'erba sembrano alzarsi e scendere. Siamo su qualcosa che si sta spostando."
"Silenzio, somari! Se non la smettete di parlare farete scappare il Rabdosauro! Razza di rapesecche..."
Il mare bianco è il manto di Norma, e saltellando con le nostre gigantesche appendici, ci avviciniamo al suo collo piazzandoci ognuno accanto a un suo orecchio. Io scelgo quello offeso dall'otoematoma, adoro tutto ciò che è storto.
"Ti faccio notare che hai appena gridato, citrulla, e bada che se non porti rispetto ti scendo sul naso e ti acceco come Polifemo."
"Cos'è un Rabdosauro?"
"Se aguzzi la vista, in quella radura vedrai una specie di grosso coso brutto con quattro zampe che cammina su quelle posteriori, e ha in mezzo alla fronte un corno che nasce diritto e a una certa altezza si biforca creando una specie di 'Y'. Quell'essere è un capolavoro di stupidità. Malgrado la forza e il mostruoso aspetto, se nell'imminenza del suo attacco riesci a riempire un bicchiere d'acqua e metterglielo davanti, cesserà immediatamente la carica per darsi a una sfrenata danza di ringraziamento attorno all'oggetto della sua devozione.
Ma se per paura, goffagine o sfiga rovesci anche una sola goccia del sacro liquido, è capace di scuoiarti vivo, infilarsi la tua pelle come un vestito e strapparsi il corno come sacrificio per andare alla ricerca dell'acqua, tenendolo per i due rebbi e puntandolo dinanzi a se."
"Perché lo stai braccando, che male ti ha fatto?"
"I BullTerrierist odiano i Rabdosauri, come tu per natura odi i mimi."
"Io i ventriloqui coi pupazzi."
"Quelli che sgami quando parlano?"
"No no, mi fanno venire tutti il sangue agli occhi."
"Fate proprio una bella coppia, ah!"
"Pensa a tacere, tu. Col vocione che ti ritrovi è strano che ancora non si sia dato alla macchia."
"Macché, il coglione girovaga nella radura. Pensate, ha fatto pipì e poi l'ha toccata con un'aria beatificamente beota, manco avesse asciugato le lacrime alla matrona di Civitavecchia."
"Madonna."
"Madonna cosa?"
"Niente, lascia perdere."
"Ora zitti, ci avviciniamo."
Comincia a nevicare. Ma non è neve, sembrano stelle filanti, però la romantica immagine è rovinata da un improvviso e mefitico olezzo di spruzzo di cimice. Continuiamo ad avvicinarci cercando di fare finta di essere nasolesi.
"Norma, sbaglio o nella macchia di cui sopra ce n'è un altro più piccolo...?"
"Chicchiricacchio, due rabdosauri, erano aaaaaaaaanni che non se ne vedevano due insieme! Un momento, questo ha la testa più affilata e il corno più corto... ommioddio, è una femmina!"
"E quindi?"
"Quindi cosa?"
"..."
"Daniele, i tuoi ti hanno mai raccontato del fiore a dell'ape, del canuccio e la canotta (sic), del papà che mette il semino nella pancia della mamma e-"
"A Cla', ma che stai a di'?"
"Beh, non vorrei scioccarti con certi discorsi, solo che prima o poi qualcuno dovrà pur dirtelo, e allora tanto meglio che lo faccia una persona che ti vuole bene. Daniele, è ora che io ti parli di sesso!"
"Tuuu? Bwaaaah ah aah aaah aaaaaaaaaah! Tu...? Aaaaaaaah ah ah ah, no, ti prego, tu cosa ti ricorderai mai, sono eoni che non tocchi una donna, dai dai dai, parlami dell'ape e dell'apo!"
"Sei simpatico. No no, davvero, sei proprio simpatico. Se sai tutto, allora dimmi cosa intendi fare, vuoi rimanere qui a fare il guardone?"
"Perché dici una cosa simile? L'interesse scientifico esula da qualsiasi ossessione, devianza o perversione sessuale leg-"
"OMMIODDIO! COSA STANNO FACENDO?!?"
Mi sveglia l'assordante russare di Norma che mentre dorme groncia come un marinaio di Kiev (capitale della Bielorussia), si gratta rabbiosamente dietro le orecchie.
Disgustose immagini mi riempiono la mente, lubrici mugolii e laidi mugugnii disturbano il mio equilibrio.
Daniele, in stato comatoso, digrigna i denti con la testa tra le braccia incrociate sul tavolo della cucina. Io invece, come spesso accade, stavo dormendo sulla tazza del bagno.
Mi alzo, pieno di spilli in ogni articolazione, e faccio riprendere coscienza al mio amico.
"Cla! Non sai cos'ho sognato!"
Si guarda i piedi.
"Va tutto bene, okay, era un sogno, va tutto bene..."
"Tuttapposto, Danie'?"
"No! Ho assistito a una delle cose più disgustose che abbia mai visto in vita mia... Cla', ma che c'hai messo nelle lenticchie?"
"Beh, le solite spezie più un pizzico di coriandolo, che adesso va tanto di moda."
"Va tanto di moda un cazzo! La devi smettere di leggere le ricette di quel blog del cavolo, noi non siamo come loro, quelli coi soldi che c'hanno, sono cresciuti mangiando roba completamente diversa da quella a cui siamo abituati, come ti viene in mente di seguire 'una moda' gastronomica?!? Che fine hanno fatto i tuoi rigatoni co' la pajata, la carbonara, l'amatriciana, le polpette, i saltimbocca alla romana, l'ossibbuchi, i stracceti co'a rughetta, la lingua, i gno-"
"Bastaaaaaaaaaaaaa! Che Roma mi perdoni, scusa scusa scusa, non volevo, ma cosa ho fatto, checcoshoffatto, chimmisono illuso di essere, mi sono creduto il Marchese e invece sono e resto Gasperino, che iddio me furmini... va tutto bene, Danie', vie' qua, ce la fai ad alzarti? Dai, prendi la padella che m'ha regalato Vicky, per farmi perdonare preparo du' fili de ajo e ojo, te vanno?"
Norma apre un occhio e sghignazza, ora va meglio.
Grattandosi come un'ossessa, alla fine è riuscita a sfanculare le pulcette appiccicate alle sue orecchie che non la facevano dormire con le loro chiacchiere.
Certo con questo odore in cucina sarà difficile che si riaddormenti.
Altro che coriandolo e cimici.

Claudiocane