domenica 27 giugno 2010

sabato 26 giugno 2010

Pinolo, Giacchettone e Maggi Mario, di nuovo qui, tutti e tre. Shiva e Norma mi hanno preso per il culo.
Non mi sento offeso, delle loro parole amo più il suono del significato. Se chiudo gli occhi e mi concentro, riesco a sentire ancora la voce di Petals, la bulla compagna della dea, simile alla Nana Bianca ma con un tono più profondo, autoritario, inflessibile.
"Nessuno si dimenticherà di te perché come noi non sei nessuno, Claudio."
Il biondo Tevere ci aspetta. Stasera Giorgia offrirà pizza e birra, Ettore e Norma rideranno sguaiati guardandoci mangiare con forchetta e coltello ma torneranno seri al primo sguardo severo di Tarquinio.
Catrame e panna, dei e delle, di alcuni conosco il nome e di altre gli occhi. La gioia è una fortuna, sputare in aria e non in acqua non ci salverà dal giudizio del mago. E sarà mago colui che riuscirà a far sorridere e incantare bambini, capre e mufloni, a sciogliere l'ortodossia in pianto e mettere in musica la follia del vento.
Respira forte, Bernardo, insisti, non lasciare nulla in sospeso, la felce rinasce anche dopo un incendio. Siamo spore, semi, uomini tronchi, plurale che non completa l'unità. Siamo soli, pieni di luce.
Stasera il fiume sarà il Nilo, da lui rinasceremo gridando la nostra gioia di esserci ritrovati. Dopo essere morti affogati.

Claudiocane

lunedì 21 giugno 2010

E' ufficiale, ci siamo dentro.
Malgrado non apprezzi Bruno Martino, anch'io odio l'estate.
Il fiato caldo dell'asfalto in bicicletta, le gomme americane al telefono sotto i piedi, il rosa e il rosso sulla pelle dei turisti, i piedi nelle fontane, le mosche. L'onnipresente sudore.
Il maletiempo interiore che ti sbatte come una finestra nella tempesta sotto un sole che cuoce i cervelli.
Non ce la posso fa'.

Claudiocane

P.s.: anche se il tempo di oggi lascia ben sperare.

mercoledì 16 giugno 2010

E anche oggi mi riconfermo lo stronzo di sempre.
Lo chiamerò eccesso di coerenza, tanto per darmi una calla.
Certe volte non mi capisco.

Claudiocane