mercoledì 9 dicembre 2009

Sette minuti.
Devo correre e non badare ai prodigi. Conosco la strada, non ce la farò mai.
Scendo velocissimo le scale del palazzo, nell'androne sono sicuro di vedere nonno Fiorini ballarellare Suspicious Minds di Elvis. Mi scapicollo verso il vicolo dietro la chiesa.
Sei Minuti.
Medusa mi sbarra la strada travestita da mendicante. Non la guardo neppure, con una spallata la scanso e filo via come un razzo, l'odio nei suoi occhi mi perfora la nuca. In fondo al vicolo mi attende l'oceano di Solaris. So che devo fiondarmi a destra e non pensare.
Spingo il mio corpo oltre ogni possibilità. Il dolore tagliente che squassa il tallone del piede sinistro mi fa impazzire ma non posso rallentare né perdere la concentrazione controllando il tempo che scorre.
Tre minuti.
Imbocco la galleria trasformata nel ventre della balena, ignoro Geppetto che duetta con Bruno Lauzi e ho un tonfo al cuore quando sento Pinocchio chiamare il mio nome.
"Corri, Claudio, corri!"
Il viale ora è un labirinto, sfreccio tra i giganteschi rovi di rosa che ne segnano il percorso ignorando il supplizio dei tagli inferti dalle spine.
Ormai senza fiato lo supero andandomi a schiantare sulle ginocchia nel bel mezzo della piazza. La mia compagna mi sorride.
"Ce l'hai fatta, Cla'."
Dietro di lei, però, Nosferatu sta per piantare i canini nella pancia di un bimbo che dorme nella culla. Mi avvento come una furia su di lui e nella caduta riesco a prendere al volo il bambino che apre gli occhi ed esplode la luce.
"Stoooooooooop! Bene, benissimo, buona la prima."
Jodorowsky mi viene incontro sorridendo, Moebius se ne resta seduto a sfogliare la sceneggiatura de "La Montagna Sacra".
Questo non è un film, è la mia prova, per dio.
"Esatto. Bravo."
L'infante è Krishna, la sua voce ferma il tempo, lo guardo negli occhi trattenendo il fiato. Due supernova esplodono nelle sue iridi e le pupille sono buchi neri.
"Non esagerare, tanto non te lo faccio scrivere un nuovo Bhagavata Purana. Tagliamo corto, dai, hai superato la prova. Posso esaudire un tuo desiderio, proprio come il genio della lampada. Spara."
Altro che genio, tra le braccia ho un dio. Aiuto.
"Mi piacerebbe dire che il mio desiderio è la pace nel mondo. Ma non è vero, sono un egoista di merda. Ciononostante non riesco nemmeno a pensare alla mia, di pace, a quella devo arrivarci da solo, altrimenti non avrebbe senso. Di sicuro ho un desiderio nascosto, così nascosto da non sapere neanche di cosa si tratti. Però voglio che resti tale e continui a spingermi verso la realizzazione. Kri', ti dico la verità, non so cosa chiederti. Perché non mi dai una mano tu?"
"Manco per il cavolo. Ci vediamo più in là, e la prossima prova sarà moooolto più impegnativa, vedrai. Ciao, fesso."
In piazza non c'è nessuno, soprattutto la compagna che non ho. Non ricordo proprio chi mi abbia detto di correre e perchemmai abbia accettato. Non ricordo niente. I remember nothing. Sta su Unknown Pleasures. Ma quali piaceri?
Mi siedo su una panchina accanto alla fontana. Nosferatu... ma dimmi tu. Mi accorgo che Norma sta dormendo esattamente dov'era la culla del figlio di Devaki. Vado a carezzarla, nel sonno sghignazza, le si muove la pancia come se ridesse.
"Norma."
"Mmmh...? Oi, Claudio. Se n'è andata?"
"'Andata'? Terza persona femminile?"
"Certo. La tua donna. Non vuoi pensarci, eh? Dai, tranquillo, con una femmina come me dentro casa non hai bisogno di altre scaje. Forza, andiamo."
Norma ha dieci anni. Krishna rasenta l'eternità. Direi che la dolcezza sia inversamente proporzionale all'età.

Claudio

4 commenti:

  1. Cacchio, io avreui cheisto svariati mijardi di euri... poi uno ci pensa dopo a che farne.

    Lo so, ti spacco la splendida ipnagogia che hai scritto.
    ma non credere che non me la sia goduta e che non ci abbia riflettuto... questi pezzi sono perle.

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  2. Grazie Peps, dovessi incontrare qualche genio, un dio o Mastro Lindo in vena di regali penso che anch'io glieli chiederei.
    Per te il racconto è un'illusione ipnagogica, io lo considero la proiezione della mia condizione. E se scriverne fa piacere anche a una sola persona, per me è una gioia.

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  3. Be', spesso lo stat ipnagogico è proprio proiezione dello stato psicologico... ok, non è la stessa cosa, la tua è una metafora lucida, dura come la realtà, sebbene fantastica, della tua condizione.

    Però ha quella trama dell'ipnagogia.

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