mercoledì 14 ottobre 2009

Non trovo più Per Farla Finita Col Giudizio Di Dio.
L'avrò prestato? A chi? Me l'avranno fregato? Ma chi?
Era un'edizione molto vecchia, della Sole Nero, la cassetta allegata nemmeno si sentiva più, si era smagnetizzata.
Mi dispiace e tanto, mi rincuora che nessuno potrà mai portarmi via il titolo, la cosa del libro che mi è sempre piaciuta di più.

"Sui rivoli sanguinolenti, densi, velenosi, del colore dell'angoscia e dell'oppio, che zampillano dai cadaveri, strani personaggi vestiti di cera - con nasi lunghi un metro, occhi vitrei, e ai piedi specie di sandali giapponesi fatti di un doppio strato di tavolette di legno, alcune orizzontali a forma di suole, altre verticali, che li isolano dagli umori contaminanti - passano salmodiando assurde litanie, le cui virtù non bastano ad evitare che a loro volta anch'essi cadano nella fornace. Questi medici ignoranti mostrano solo paura e puerilità.
Nelle case spalancate, entra la feccia della popolazione - immunizzata a quanto pare dalla sua frenetica cupidigia - e fa man bassa di ricchezze di cui sa perfettamente che è inutile approfittare. Ed è a questo punto che nasce il teatro. Il teatro, vale a dire una gratuità immediata che induce ad atti inutili e privi di benefici nel presente."

Antonin Artaud, Il Teatro E Il Suo Doppio.
(Pensavate fosse del libro citato? Niente da fare, non lo trovo più.)

Claudiocane

4 commenti:

  1. Se giran le palle quando capita, eh, se giran.
    Forse la cosa che le fa girare di più, insieme alle espressioni di idiozia altrui.

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  2. Vero. Ma è altrettanto vero che per come sono fatto, seppure l'avessi regalato (come un coglione), manco me lo ricorderei.
    E questo me le fa girare come se avessi scoperto che è stato Daniele a sottrarmelo, dio brutto.
    Memoria di merda...

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